Festival Pontino, Pugliese e Sampaolesi ammaliano il Circolo
1 Ottobre 2020Ieri 30 settembre, i due giovani talenti Riccardo Pugliese e Carlo Sampaolesi hanno semplicemente ammaliato il pubblico del Festival Pontino di Musica al Circolo Cittadino di Latina.
Il valore della musica a Latina
Concerti come quello di ieri hanno un alto valore oltre che musicale anche sociale. Il primo su tutti è quello di ribadire e continuare a far sentire che a Latina la musica è un’attività preponderante e fondamentale dello stare insieme cittadino e che la mancanza di un teatro (senza nulla togliere alla preziosissima sala del Circolo Cittadino di Latina) o un auditorium dove poter svolgere questi eventi è una grave pecca. Dal punto di vista più squisitamente musicale invece un concerto dove si succedono due fisarmonicisti ha lo scopo di far scoprire e di far ascoltare al pubblico uno strumento che raramente entra nelle sale da concerto come solista. Uno strumento dalle infinite possibilità come hanno dimostrato ieri sera Riccardo Pugliese e Carlo Sampaolesi.
La prima parte con Riccardo Pugliese
Il primo fisarmonicista (in ordine di successione sul palco) ha portato in scena la Suite Francese n. 5 Sol maggiore BWV 815 di Johann Sebastian Bach. La raccolta di danze, scritta originariamente per clavicembalo è stata in questo caso adattata alla fisarmonica, che ha saputo rendere, in alcuni tratti anche meglio del pianoforte, la sapiente scrittura del maestro tedesco. L’alternanza di danze lente e dolci come l’Allemande, la Sarabande e la Loure sono
incantevoli e si accordano bene con il respiro del pubblico facendo diventare le persone in sale e il musicista un tutt’uno. Le danze veloci invece risaltano per essere fulminee e frizzanti; dalla Courante alla Bourée, passando per la Gavotte e terminando con la Giga, l’esecuzione del contrappunto da parte di Pugliese è magistrale. Le mani del fisarmonicista sembrano volare sopra i tasti e i bottoni dello strumento, ricreando con ottima tecnica il suono originale del clavicembalo e riportando indietro la sala di alcuni secoli.
Il brano conclusivo del programma di Pugliese è un’opera del musicista contemporaneo finlandese Jukka Tiensuu, Fantango. Quest’opera è completamente differente dalla precedente, si ispira al tango e presenta numerosi controtempi e sincopi, che oltre a tenere sempre alta l’attenzione dello spettatore rimettono sempre in gioco il gesto esecutivo del musicista. Pugliese salta, danza con la sua fisarmonica, usa la sua tastiera anche come percussione all’eventualità, dimostrando una grande padronanza dello strumento. Chiude la prima parte del concerto il bis richiesto dal pubblico e concesso dal musicista, un dolce Rondò, di François Couperin.

Riccardo Pugliese durante il concerto
Carlo Sampaolesi e la seconda parte del concerto
Il programma di Carlo Sampaolesi, il secondo giovane fisarmonicista salito ieri sul palco del Circolo Cittadino di Latina per il 56° Festival Pontino di Musica abbraccia un po’ tutte le epoche della musica. Si comincia con il contemporaneo Alessandro Solbiati e il suo Trittico per fisarmonica da concerto, dedicato al grande Corrado Roiaz. Nella prima parte di quest’opera il materiale viene esposto molto lentamente e piano piano le note compongono il tema, creando dissonanze a volte spettrali. I due registri grave e acuto si affrontano nascendo dalle ampie aperture della fisarmonica operate da Sampaolesi. Il secondo movimento trae spunto da materiale musicale di Gesualdo da Venosa, riformulato attraverso una tecnica particolare della fisarmonica, che prevede lo scuotimento dello strumento producendo un suono totalmente frammentato, quasi stroboscopico. Infine un movimento virtuosistico dove suoni fugaci scappano via anche al mantice della fisarmonica, escono sottili, volendo simulare quelli elettronici di un computer e arrivano direttamente al pubblico.
Il secondo brano in programma ci riporta a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, con Domenico Scarlatti e due sue sonate tra le innumerevoli scritte da questo compositore: la K230 in Do minore e la K86 in Do maggiore. Il carattere frizzante e clavicembalistico della prima sonata con i velocissimi salti di note, sono valorizzati dall’ottimo utilizzo delle dinamiche da parte del fisarmonicista. La seconda invece ha un carattere molto più intimo e meditativo, che si caratterizza con una scrittura dolce, con numerose appoggiature.
Infine il programma si conclude con un omaggio a Stravinskij (Devoted to Stravinskij) di Volodymyr Runchak, compositore contemporaneo ucraino. Quest’opera è la IV di una suite, che riprende alcuni dei temi dei balletti del celebre compositore russo del primo novecento. Anche qui viene fatto uso della tecnica già vista nell’esecuzione dell’opera di Solbiati, aumentando sempre più le dinamiche. La padronanza della diteggiatura da parte di Sampaolesi è eccezionale e quando cita la Sagre du Primtemps sembra quasi ricreare l’atmosfera di un tango. Infine il fisarmonicista riesce magistralmente ad alternare momenti di suono pieno a momenti di quasi silenzio, senza strappare mai.
Un altro successo per il Festival Pontino di Musica, che non si fermerà qui e a ottobre propone altre quattro nuove date (7, 12, 21 e 28), in cui ritrovarsi e godere dei grandi capolavori della musica eseguita da giovani interpreti talentuosi.

Carlo Sampaolese durante il concerto


