Le parole del prete e la coscienza del laico, intorno all’enciclica di Papa Francesco

Le parole del prete e la coscienza del laico, intorno all’enciclica di Papa Francesco

4 Ottobre 2020 0 Di Lidano Grassucci

Questi preti, cupi e neri. Bah. Questi preti, cupi e neri sono “oppio” al pensare libero. Poi, poi di tanto in tanto uno dice, dice piano. Certo è un prete che dice, ma… “Il miracolo della gentilezza” poi aggiunge “un’attitudine da recuperare perché è “una stella nell’oscurità” e una “liberazione dalla crudeltà, dall’ansietà e dall’urgenza distratta” che prevalgono in epoca contemporanea. Una persona gentile, scrive Francesco, crea una sana convivenza ed apre le strade là dove l’esasperazione distrugge i ponti.”

Cammino per strada, saluto tutti e per ciascuno una parola, ti guadano strano “ecco un perditempo, con tutto quello che ho da fare”. E corrono, senza salutare, con le loro valige piene di fretta e senza un briciolo di tempo. Saluto ogni anima che viene, anche un cane. Un gatto miagola sulla colonna che regge un cancello che separa, saluto anche lui “ma che protesti micio?”. Lui ha tempo e fa la gobba, caccerà dopo, ora vuole un coccola, lui che è assassino, feroce. Fiera che chiede a fiera di essere vivente, gentilezza e non morte per due solitudini che si risolvono in una compagnia: in una divisione del pane della vita.

Il prete dice sull’enciclica che intitola Fratelli tutti che è questa cosa che rivoluzionerà ogni cosa: la gentilezza rivoluzionerà. Ansia e urgenza sono maleducate, il mercato con i cattivi mercanti è cattivo, l’arroganza dei moralisti è immorale, il grasso di chi mangia di più per quello che non mangia, è bestemmia.

Educĕre «trarre fuori, allevare», maleducere è aver tratto fuori male, allevato male e fatto uomini e donne, peggiori.

Abbiamo bisogno di una nuova umanità e il prete continua, incalza:  “nessuno si salva da solo” bisogna “sognare come un’unica umanità” di “tutti fratelli”.

Questi preti, a volte colgono un tempo che anche da laico mi riguarda. Il miracolo della gentilezza, saluto tutti a ciascuno la sua unica riconoscenza, la ragazza che mi salutava scocciata per il suo gran da fare, mi sfugge il pensiero e non la saluto. Lei esce dal suo, mi viene incontro e mi dice “perché oggi non mi hai salutato?”. 

Questa forse è il miracolo della gentilezza, riconoscersi quando nessuno conosce e riconoscersi è conosce di più insieme.

Maledetti preti, ne sanno una più del diavolo e dicono cose dell’anima. Poi qualcuno di loro, di tanto in tanto, dice cose che anche i “gentili” non possono che ascoltare. Saranno questi i loro miracoli?