Latina: il mini lockdown e il palio per tacer dei ristoratori

Latina: il mini lockdown e il palio per tacer dei ristoratori

15 Ottobre 2020 0 Di Glenda Castrucci

Credevamo di averla “scampata”, ma il virus è arrivato più cattivo che mai anche a Latina. E per
cattivo non si intende più aggressivo, ma semplicemente che c’è e che bisogna quindi stare attenti.
Certo dovevamo aspettarcelo, ce lo avevano anche detto: la riapertura delle scuole, il bonus-
vacanze, la movida nelle discoteche, sono state situazioni che hanno riaperto i focolai.
Siamo tutti reduci da tre mesi di clausura (assolutamente giusta), ma l’isolamento non ha poi
cambiato di molto la mentalità delle persone. C’era, ovviamente, da aspettarsi anche questo. La
coscienza avrebbe dovuto muovere gli animi di chi ha fatto tutto quello che si poteva pensando
che il pericolo ormai era cosa lontana, così come la paura che pian piano si è andata affievolendo.
Un po’ noi abbiamo abbassato la guardia, un po’ loro ce l’han fatta abbassare, ed ecco che siamo
tornati al punto di partenza.
Le ristrettezza sono tante, ma i locali anche stavolta sono i soggetti più colpiti, e a Latina ce ne
sono davvero tanti. Il malcontento è generale e la rabbia cresce giornalmente. Economicamente è
un disastro, c’è bisogno davvero di una manna dal cielo, o da loro. Latina, poi, ha risposto a questo
nuovo mini-lockdown con il Palio dei Borghi di domenica, dopo che tanto si son criticati Milano per
gli spritz sui Navigli, la Sardegna per le luci accese nelle lussuose discoteche, e gli aerei che han
fatto viaggiare. Forse qualcosa è sfuggito, sicuramente qualcosa non va, certo è che molti si son
sentiti presi in giro e poco tutelati. Mi faccio portavoce delle tante persone che ho ascoltato in
questi giorni, degli amici e dei conoscenti che sono proprietari di locali o che vi lavorano dentro, e
non posso che assecondare il loro sdegno per quanto accaduto domenica. Mi rendo conto che in
un momento di paura, il vedersi davanti uno spettacolo del genere, abbia smosso l’Ira di Achille.
A chi sostiene che con la negatività nell’animo non si va da nessuna parte, controbatto affermando
io che la coerenza dovrebbe far da padrona, soprattutto in una città dove di negatività ce ne son
parecchie.
Condivido la mia solidarietà ed il mio rispetto per ristoratori e proprietari di locali, sperando che
stavolta vengano tutelati come si deve. Ragguardo i negazionisti che credono al complotto del
Covid-19 come manovra politica, che purtroppo il virus esiste davvero e devono farsene una
ragione. Ricordo, infine, a tutti, di rispettare le norme di sicurezza e di essere pazienti, sebbene la
pazienza inizi a scarseggiare, perché solo con la prudenza potremmo lasciarci alle spalle questo
tremendo incubo.