Ciao Danila, quell’incredibile incontro nella vita
20 Ottobre 2020“Era tanto tempo fa, eravamo ragazzi. Io entrai a Cori per via degli amici che la vita ti mette in via, per Felice Costanti. Lui era amico di Danila, Danila Scifoni, e per osmosi, come si fa tra adolescenti, io sono diventato amico di Danila. Era vispa, era viva, era vita e sapeva amare la vita e le cose, intelligente, veloce e libera.
Danila era libera, di testa, nei movimenti del corpo nella vita e generosa.
Ora che ci penso sto mettendo in fila tutti giudizi positivi, ed era anche bella figura sottile, come una eroina dei fumetti alla Manara.
Già Manara, anche quello scoprimmo insieme.
Poi passa il tempo, Cori era un posto come un altro dove andare, quando prima era per me e Felice un grande Luna park dove imparare le radici della vita. Il tempo passa e nel tempo che passa non c ‘è un buco per rivedere il film della tua vita, ma Danila l’ho rincontrata, per via di Emilio Andreoli che l’ha ospitata nella cerimonia della consegna della sua insegna al Museo Giannini. Era lì, certo si vedeva il dolore, ma subito a ridere a prendere in giro la nostra vita, i nostri amici. La sua mano sul mio braccio che da ragazzo avevo sognato d’affetto e anche di più.
Capace di fare quello che facevamo per strade della vita che non erano proprio asfaltate.
L’accento di Cori che mette il vino anche ad un bicchiere di acqua Lete e lei, Danila, era tutte le bollicine ma di champagne.
Se ne va una amica, una che mi ha spiegato la bellezza che per me era solo quadri e lei era carne, ossa e sangue.
Ciao amica mia, è stato bello incrociarci per la via di questa vita.


