Sindaco: Coletta “scioglie la riserva”. Ma nessuno ricorda quando l’aveva “legata”
31 Ottobre 2020Ascolto su radio Luna che Damiano Coletta “scioglie la riserva” sulla sua ricandidatura a sindaco. Ma quando l’aveva legata? E mi ero fatto il nodo al fazzoletto per ricordarmi di ricordarmelo, ma non me lo ricordo. Ma non era sindaco già?
Fuori dalla coglionella delle “riserve da sciogliere”, un linguaggio da repubblichetta miserrima, e cattivo gusto aggiunto, nessuno aveva dubbi sulla riproposizione di Coletta a sindaco. Gli piace governare, è vanitoso per non fare il primo attore. Fa anche il passaggio delle primarie con il Pd, che è come proporre a Massimo Galli di rifare l’esame di epidemiologia, esaminatore Alberto Zangrillo e infatti “declina”.
Coletta è in campo, dopo aver fatto un poco di moine da bambino, e il nodo è che gioca da solo. Il centrodestra annuncia candidature da mirabili entro autunno, ma non ci credono neanche loro che non si parlano tra loro e che hanno, tra di loro, più ambiziosi che ambizioni.
Poi ci sono quelli che (come nel calcio) “stanno a disposizione”, di un mister che non c’è.
Coletta se la canta e se la suona: si candida, si riserva, si ricandida, si piace, si dispiace. Ha brevettato il candidato non unico, sarebbe non democratico, ma solitario, autogonfiabile, che è d’accordo con se stesso.
E come non votarlo, altro non c’è ma non perché è presto ma perché, semplicemente, a Latina non c’è l’autorevolezza e i nani si fanno giganti, le fosselle fiumi, i bidet mare.
E Coletta ha sciolto a riserva indiana, ma nessuno si ricorda quando l’aveva legata.


