Sezze, il corteo interista per Peppo

Sezze, il corteo interista per Peppo

17 Novembre 2020 0 Di Lidano Grassucci

Prima di morire mi faccio la tessera del Milan così sparisce uno di loro

Giuseppe Prisco, interista

La frase me la ricorda il mio amico Damiano, interista doc, un altro interista Enzo mi manda il manifesto dell’evento. Domenica alle 11 davanti l’anfiteatro a Sezze il “cuore interista” omaggerà” Peppo interista. Un poco è stato il Prisco dei lepini con altrettanta facilità di battuta e medesima passione nerazzurra. L’Inter non è una fede calcistica è un modo di vivere, di pensare il mondo.

Io non ho questo dono, ma gli interisti mi hanno sempre circondato a iniziare da Sergio Corsetti. L’Inter è sempre stata un fastidio, gli cambiarono anche nome in Ambrosiana per farla autarchica e serva lei che era internazionale e fuori schema.

Peppo l’Inter la indossava. Francesco De Gregori dive “Ogni uomo ha una grande passione”, quella di Peppo, al secolo Pietro D’Alonzo, era l’Inter ed è giusto ricordarlo così, l’Inter era una Milano così lontana da poterla toccare con mano. Una generazione che voleva vedere il mondo cresciuta in vicoli stretti per paura del mondo.

Saranno in nerazzurro i salutanti, sarà in nerazzurro il salutato. Quando Sezze si fa generosa così la sento capitale di un mondo nella capacità di mettere tutti al centro del mondo.

In televisione passa Massimo Galli il virologo che cerca di portare le ragioni della scienza in un paese dove vige la superstizione quando gli chiedono le fedi, si schernisce e dichiara le sue fedi: l’Inter e la sinistra. Ho pensato a Peppo che aveva le stesse “malattie”, come dire ci sono passioni che sono contagiate dall’intelligenza.

Anche se ho un’altra fede nel calcio e la sinistra ha tante sfumature in una cosa comune: stare con gli ultimi.

Grazie agli interisti di Sezze, a tutti gli interisti, per una generosità che gli fa onore.