Quando il vaccino ce lo faceva la guardia sanitaria: l’orgoglio avere i figli salvi e la generosità di Giacomo Mancini
27 Novembre 2020Questo articolo lo dedico a mia madre (per ogni madre), a Giacomo Mancini, a tutti i medici, agli infermieri, ai ricercatori. Senza alcuna stima per i cialtroni
Sento, e inorridisco, un confronto assurdo sui vaccini. Gente che ignora di esistere che spiega il “pericolo di salvarsi”, gli intelligenti che non eccepiscono sul vaccino ma non scommettono una lira sulla disponibilità di aghi e siringhe, altri che non hanno letto neanche Topolino e attendono di “leggere” i dati sulla sperimentazione degli stessi.
E mi torna in mente la faccia di mamma quando orgogliosissima, insieme a tante mamme altre tanto fiere, mi accompagnò sotto il Comune a Sezze dove c’era la guardia sanitaria, una stanzetta, una tettoia… niente di che.
Un signore alto e dai modi fermi ma non sgradevoli che procedeva all'”operazione di salvarci”. Camice bianco ma con gli alamari sul bavero.
Le mamme nostre avevano negli occhi quelli meno fortunati di noi, quelli che non avevano avuto il dono del vaccino per la polio e avevano la condanna da innocenti ad una vita dura, durissima, ingiusta.
Noi, noi invece grazie a Sabin ci salvammo. Grazie a Albert Bruce Sabin e a Giacomo Mancini, il ministro della sanità socialista che ci fece vaccinare tutti, salvandoci tutti ed eravamo tanti. Andando contro gli americani che “usavano” un vaccino sbagliato.
Carlo Danieli e Luigi De Angelis sono state le “guardie sanitarie” che segnandoci il braccio, per salvarci dal vaiolo, per la vita ci hanno “donato” una vita migliore. Questi facevano “guardia” a Sezze e li ricordo per ricordare i tanti che come loro, in ogni comune d’Italia , ci hanno donato una vita migliore.
Noi bambini tra noi, dopo la vaccinazione, ci sentivamo “esentati” da ogni cosa, come in uno stato di grazia, e non potevamo essere offesi o colpiti perché “mo so fatto la puntura”, una sorta di quarantena sociale.
Consentitemi non lo dedico a chi nega, a chi non ricorda, a chi si fida di ciarlatani e non alla scienza, mia madre si fidò di Sabin, di Giacomo Mancini, delle guardie sanitarie e di quei medici che non avevano dubbi a spiegare l’importanza del vaccino.
Oggi, quando sarà, senza mamma andrò e mi metterò in fila, e con orgoglio dirò a quelli che mi vaccineranno che quel segno che mi è rimasto sulla spalla è dono dell’amore di mia madre, di un socialista che credeva nel futuro, e anche per questo ho vissuto meglio.
Nella foto Giacomo Mancini, socialista ministro della sanità che fece vaccinare tutti i bambini italiani con il Sabin salvando intere generazioni



Un socialista tra i più grandi. Ho lavorato al suo ufficio stampa sotto la direzione di Antonio Landolfi. Non voglio essere invadente. Peccato che non abbia avuto tutti i riconoscimenti che meritava.