Liberata la torre comunale di Latina: “più grande e più bella che pria”… si fa per dire

Liberata la torre comunale di Latina: “più grande e più bella che pria”… si fa per dire

1 Dicembre 2020 0 Di Lidano Grassucci

Ci puoi rimettere l’orologio, ci puoi fare da mirino verso il cielo, puoi sentirti patriottico nel seguire l’onda che fa il vento con la bandiera italiana, puoi usarla come punto fermo per non smarrirti in una città che non ha una curva manco a pagarla oro e men che meno una salita con relativa discesa. Puoi fare come ti pare con le funzioni che ha la torre civica di Latina, non è la Torre di Pisa, manco quella degli Asinelli a Bologna o la Eiffel a Parigi, manco bella ci si po’ dice, ma è una cosa di affetto, è la nostra e ce la teniamo. Il sindaco Coletta, dopo alcuni mesi di lavori, la restituisce alla città era stata “accappata” (coperta) da una pensante impalcatura ora è col travertino pulito e sta lì, doveva rappresentare l’altezza della potenza fascista poverina è restata segno della nanità di quel regime, dall’alto la guarda la democratica Torre Pontina che è alta quasi 4 volte di più: il gigante e la bambina.

Comunque eccola la torre comunale nella sua semplicità, quadro e squadro, senza un brivido possibile, però ci si affeziona anche a questo che sotto questa torre sempre così solo sono nati sogni, amori, passate vite che come vite hanno segnato il crescere di una città pensata piccolo, costruita nana diventata grande per sue proprie mani.

E rimetto l’orologio che, da parte sua, pare prendere gli ordini del tempo direttamente dal sole e dalla luna nell’anarchia di un posto che fu “già palude” e che in fondo lo resta nella sua anarchia.