Il sabato di Latina con tanta voglia di normalità senza medicina
12 Dicembre 2020Questo di sette è il piú gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l’ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier fará ritorno.
Il sabato del villaggio, Giacomo Leopardi
Eccolo il villaggio di Latina, ecco la gente che ha solo voglia di normalità. Una passeggiata sospesa lungo una via diritta che pareva cosa banale oggi è una conquista. Il negozio che ti offre ultime novità già scadute è come un miracolo inaspettato e domani non sai se ci sarà.
Questa mattina il centro di Latina cerca di fare il suo solito: la gente che fa acquisti; i signori seri a ragionare delle virtù e dei mali del mondo e quel Governo che non le imbrocca tutte; e questo sindaco che non sa vedere: Signore eleganti che si fanno guardare, signori con il cappotto nuovo che si sentono giganti e i bambini che vogliono riconquistare il posto che gli hanno usurpato i cane e i cani che vorrebbero tanto togliersi cappotto e guinzaglio per tornare ad esser lupi e non quel che sono diventati. Eccola la città dove se non fosse per le maschere a nascondere i volti parrebbe il Natale di un anno fa. Le persone ai tavolini del bar e l’aria sa di caffè e di burro.
Tutto parrebbe solito, se non fosse per gli occhi che non accolgono più ma hanno timore, timore di un nuovo rigore. L’aria è fresca di neve dal Semprevisa a cielo aperto, dalla marina si fa grigia questa mattina. Ma quanta voglia di normalità ha Latina.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo’; ma la tua festa
ch’anco tardi a venir non ti sia grave


