Roccagorga e il tampone anticomunista del covid bolscevico
26 Gennaio 2021„… sono un uomo comune e quindi mi pare, parlando di me e dei miei, di fare un po’ la storia dei milioni e milioni di uomini comuni che, con la loro assennata mediocrità, tengono in piedi la baracca di questo mondo. Quella baracca che gli uomini “eccezionali”, gli uomini “fuori dal comune” tentano di scardinare con la loro genialità.“
Giovannino Guareschi
IL virus, Covid 19, si fa “politico” a Roccagorga. Si prende la tessera di parte e discrimina, discerne, fa salvi. Nello specifico in Comune c’è un contatto con u n positivo. Apriti cielo, come è giusto che sia, ma è anomala la reazione sul sia. Arrivano i tamponi, rapidamente, come una “l’ettrica” si sarebbe detto, ma? Ma solo per i consiglieri di maggioranza. Come dir il virus alla Rocca lascerebbe “immuni” quei comunisti lì e invece sarebbe pericolo per i destri. Insomma un virus iscritto alla terza internazionale pronto a minare gli avversari. Fa anche gioco vedere la solerzia della risposta nella fornitura dei tamponi, una efficienza che neanche in Germania ha riscontro. Pare che la stessa Angela Merkel stia suggerendo il “modella Roccagorga” alla Sassonia, bassa e alta. E lei, la Merkel, di virus comunisti se ne intende essendo cresciuta nella Ddr.
Pensare che a Roma hanno dato ad Arcuri l’incarico di cercare i tamponi per gli italiani, ma alla Rocca c’è Gino Bonanni che gli da le piste.
Naturalmente il Comune rendiconta alla Asl sulla avvenuta tempestiva operazione di tamponamento segnalando i “liberi e forti” tamponati, con rigoroso argine anticomunista.
Storie che avvengono a Roccagorga dove batte forte il sole sulle teste degli uomini.


