Nancy Piccaro il sindaco e Lillo la Jattuccia il pennivendolo

Nancy Piccaro il sindaco e Lillo la Jattuccia il pennivendolo

28 Gennaio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Devo ringraziare il sindaco di Roccagorga Nancy Piccaro. Lei con tutto quello che ha da fare si occuopa di me: Lillo la Jattuccia.

Lei che sta impicciatissima a gestire l’emergenza sanitaria nel suo comune, si occupa di me: Lillo la Jattucca

Lei che deve supportare l’emergenza sociale di Roccagorga, si occupa di me: Lillo La Jattuccia.

Lei che deve far funzionare il servizio scolastico in piena pandemia, si occupa di me: Lillo la Jattuccia.

Lei che deve tutelare la città e i cittadini dal virus, si occupa di me: Lillo la Jattuccia:

Lei che deve organizzare il trasporto in un periodo in cui il solo muoversi è dolore, si occupa di me Lillo la Jattuccia.

Lei che è anche il “capo” di tutti gli infermieri di Latina, quelli che stanno lottando in prima linea contro il Covid, si occupa di me: Lillo la Jattuccia.

Si occupa di me in un lunghissimo intervento sulla sua pagina di Fb e mi definisce pennivendolo, la gentilezza del sindaco è evidente e nello specifico ha anche ragione. Vendo la mia penna dal 1987, da allora infatti, vivo di questo lavoro. Definizione esatta, e dirò di più, alzerei volentieri i prezzi, ma non trovo acquirenti.

Ringrazio il sindaco di Roccagorga, il presidente dell’ordine degli infermieri. Io l’ho conosciuta, e non ne ero degno, quando era assessore, mi pare di Carla Amici che mi pare (non vorrei confondermi) del Pd (partito di destra o partito democratico? Ora non so bene, mi confondo, e non so se, il sindaco in questione, è Carla Amici che conosco io di una antica e nobile famiglia comunista. Ora mi pare sia sindaco di Fratelli d’Italia, se non vado errato che sarebbe un movimento di progressisti seguaci di Goffredo Mameli.

Ringrazio il sindaco di Roccagorga per la cortesia, l’educazione e la signorilità. Doti evidenti e spiccate in lei e sprecate per un indegno pennivendolo .

C’è una storia di un signore, mi pare si chiamasse Re Mida, sto tipo ogni cosa che toccava si tramutava in in oro. All’inizio la prese figa, diventava sempre più ricco. Poi? Poi si accorse che era una maledizione: si faceva oro anche il cibo, l’acqua da bere. Tutto e si fece di vita angoscia.

Dicono che il potere sia oro.

Io cerco di vendere un prodotto che non vale molto (anzi che nessuno vuole)  ma rido, rido che è bellissimo e trovo tristi i tristi con tanto oro, aridi nel loro tesoro, rancorosi nei loro rancori, offesi, lesi, in maestà senza meriti.

Con tutto quello che avrà da fare non  leggerà queste mie.