Latina e il sogno di copiare Milano… in verde: dal bosco verticale alla città selva
3 Febbraio 2021A Milano hanno il Bosco verticale, la biblioteca degli alberi, la torre botanica, il ponte serra. Stanno facendo rinascere la città post terziario con una città che ridiventa verde. A Latina ancora parliamo di urbanistica rubare spazio alla campagna per metterci cemento . Eppure Milano la città in cui Celentano segnalava della sua via Gluck
Là dove c’era l’erba ora c’è
Una città
E quella casa in mezzo al verde ormai
Dove sarà
Era mezzo secolo fa, ora Milano si “inventa” il verde dove c’è il cemento . Repubblica del 30 gennaio la spiega così:
Dopo il Bosco verticale, vedremo sorgere la Torre Botanica e il Ponte Serra. E’ la vecchia Milano che rinasce e, dopo aver abbracciato il verde, non lo lascia più andare. Anzi, lo fa crescere. La riqualificazione dell’area di Porta Nuova prosegue con il progetto di rigenerazione Pirelli 39 della Coima Sgr che lo ha acquistato dal Comune nel 2019. L’ex “Pirellino” sarà ristrutturato e al suo fianco nascerà “una torre dove la botanica si intreccia con l’architettura e inventa con il nuovo ponte-serra uno spazio verde aperto a tutta la città”, spiega l’architetto Stefano Boeri che assieme alla collega Elizabeth Diller (DS+R) si è aggiudicato la gara internazionale”
Cercano il verde dove c’è stata la rivoluzioni industriale, del commercio, della logistica, del terziario avanzato, della creatività nella bellezza arriva il ritorno alla natura, al respirare che il covid ci sta togliendo. In questa logica Latina si chiude in passato fatto ancora di case in cemento, strade di cemento, edifici di cemento. E’ città periferica del ‘900 e non capisce le sfide nuove del 2000.
Un piano per riruralizzare le aree industriali dismesse, ferite nel panorama della campagna pontina. Ricucire il verde che c’è: da Torrecchia vecchia a Ninfa, da Ninfa al Cavata, dal Cavata, la Linea, al parco Nazionale del Circeo con i parchi urbani di Latina, Il lago Mole Muti, i Gricilli, i laghi costieri, i giardini di Fogliano, la linee frangivento e… (questo neanche Milano ce l’ha) il mare. A 20 minuti il monte Semprevisa.
. Pezzi di verde da mettere a rete in una città che ha la campagna dentro, gli alberi nel suo dna. Bisogna essere capaci di nuove idee anche ardite: se l’intermodale non serve “riruralizziamolo”, coltiviamo le discariche di Montello e con le risorse che producono iniziamo il processo di recupero a verde di quei posti, con la riconquista a verde dell’Astura in tutto il suo corso. Ci sono milioni di nostri corregionali che hanno bisogno di camminare, correre in bicicletta, offriamoci a questa nuova domanda di servizi legati al benessere.
Se ci prova Milano, perchè non imitare, non provare. L’alternativa? Una squallide periferia metropolitana.
Nella foto il Ponte Serra di Milano dentro la riqualificazione urbana di viale Melchiorre Gioia degli architetti Stefano Boeri ed Elizabeth Diller


