Latina l’hanno fondata nucleare i democristiani

Latina l’hanno fondata nucleare i democristiani

4 Febbraio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Alla periferia del mondo, il Nero Neronerò,
fu scaricato non ancora giorno da un vecchio furgone Ford.
Si stropiccia gli occhi, balla e cammina
e canta sotto il cielo di Latina,
grande città del Nord,
il Nero che ritmo, che rock e che roll!

Nero, Francesco De Gregori (Terra di nessuno 1987)

Latina fu fondata non da chi ha scavato i fossi, ma da chi gli ha dato energia. Senza l’energia siamo corpi senza anima, siamo sassi. Acqua morta.

Latina fu fondata dai democristiani che fecero la nucleare: crearono gli operai, prima erano braccianti e dovevano andar via da qui, diedero l’energia all’industria che nasceva a costo zero. Prima e dopo questo la mediocrità quotidiana. Latina, e da socialista e lepino mi duole, è fondata democristiana, è andreottiana con la sua palude di stare con chi comanda. Una città che stava così avanti che competeva per crescita e dinamismo con le migliori province lombarde e anche Francesco De Gregori riconosceva che “Latina, grande città del nord”.

Era città di scienza che voleva l’università, la conoscenza. Il conservatorio, la bellezza. Il teatro, la possibilità di pensare. La biblioteca, la memoria da consultare. Il premio tascabile dei libri, la conoscenza a portata di tutti. E tutto con tanta energia, energia che esondava. Qui Pettiniccio inventa il bocconcino e cambia il modo di mangiare nel mondo la mozzarella, qui Pacifico capisce per primo che si fa spesa con l’auto e il congelatore e “inventa” i supermercati in campagna con il parcheggio, qui viene a comperare i frigoriferi per battere la polio Giacomo Mancini allora ministro della sanità, anche quando andavi al cesso e tiravi lo sciacquone in ogni parte del mondo e leggevi (e leggi) leggevi Brevetti Catis, qui nasce l’uva Italia e il kiwi, qui con Bollanti è nata l’ambulanza moderna con 22 brevetti depositati e hanno fatto anche la Papa mobile. Insomma la città democristiana aveva la sua sostanza, la sua dinamicità.

Guido Bernardi di Andreotti era il braccio operativo e lavorando per il “divino” in questo posto fa una città dove c’erano 4 case e ancora da finire. Ma chi se lo ricorda, meglio la retorica di fondazione che la verità atomica di “una grande città del nord”.

Nella foro Enrico Mattei alla centrale nucleare di Latina