Ode a Roccagorga “prigioniera” nel male e che torni rossa per rivolta non per dolore

Ode a Roccagorga “prigioniera” nel male e che torni rossa per rivolta non per dolore

28 Febbraio 2021 0 Di Lidano Grassucci

«Ich bin ein Berliner»,

lo disse John Kennedy davanti ad una Berlino chiusa al mondo per un male della politica, per una guerra, oggi la guerra è con un virus ma quello spirito di condivisione resta: siamo tutti di Roccagorga, sono di Roccagorga.

 

Roccagorga è zona rossa per il covid 19, è chiusa, è costretta a stringersi in se stessa per salvarsi. Roccagorga è città orgogliosa. è comunità che ha nel profondo e ne è lievito quello spirito anarchico lepino che la fa litigiosa, ma senza padroni. Oggi il virus l’ha costretta ad una cosa per lei innaturale: chiudersi. Alla fine della guerra i cittadini di Roccagorga iniziarono il riscatto dal contrario del dramma di oggi: facendo una strada per andare nel mondo.

Siamo una comunità senza memoria, incapace di solidarietà ma io, oggi, voglio dire alla gente di Roccagorga nella paura che è importante riconoscere a loro l’orgoglio che ci hanno regalato. Roccagorga oggi è rossa per paura, ma le è stato per rivolta, per non chinare la testa a guardie, a prepotenti, a preti a moschetti.

Risorgerà per quanto è duro oggi vedere le guardie che ti fermano al confine e dicono “il resto del mondo è impossibile”, ma bisogna resistere e talvolta per salvarsi tagliare il braccio, sia pure quello destro, per salvare il corpo. E Roccagorga in questi giorni bui si è ferito l’orgoglio della sua millenaria libertà.

Ho sempre ammirato le donne di Roccagorga, così dignitose, capaci di sacrifici, di rigore, di vita e di lavoro. Litigiose sì ma se vivi con spirito divi avere carattere e non banalità

E salutami tua madre
Dai un abbraccio a tua sorella
Chissà come sarà grande e signorina
E lo so sarà bellissima
Come son le nostre donne
Sanno vivere con forza che trascina
Ma le hai mai guardate bene?
Ti sorridono col cuore
Negli sguardi non nascondono timore
Dove sono però uniche
È sul posto di lavoro
Son con gli uomini
E si battono con loro
Pierangelo Bertoli la metteva così per raccontare il posto da cui veniva e la sua forza di libertà. Io non sono di Roccagorga, ma di quella gente ho vicinanza e la medesima turbolenza e oggi credo importante scrivere che sento lo strappo che quella barriera è dolore anche per chi sta fuori. Perchè se Roccagorga è chiusa un poco è il mondo a rimanere isolato, come diceva la Bbc commentando la nebbia su La Manica.
Spero presto che Roccagorga torni libera come è nata e il rosso sia solo rivolta e non chiusura.