Il primo viaggio dopo il virus

Il primo viaggio dopo il virus

3 Marzo 2021 0 Di Lidano Grassucci

Quando tutto sarà finito se sarò di quel tempo farò come facevano i cavalieri erranti: prenderò l’auto e mettendo la barra a dritta andrò dove va la strada, senza leggere dei confini. Mi fermerò nelle stazioni di posta e parlerò con gli astanti raccontando anche duelli falsi. Diritto fino a Brindisi davanti al mare e la terra promessa la devi incontrare per mare. Sarò levantino con i levantini e alemanno con quelli che vengono da nord e… cercherò, come posso, di essere greco nella cortesia di guardare l’animo di chi ho davanti e con filosofia capire come mi capisce. Porterò libri e ne tornerò con altri, parlerò di Dio con i samaritani non lo farò con i rabbini e i sacerdoti sempre troppo sicuri. Incontrerò vestali a cui donerò lo sguardo per il dono che fanno di essere coltivate in una fede umana con i suoi misteri che chiamo passioni e non bestemmie. Seguirò le regole del tempo custodite dai contadini non seguirò mai l’ipocrisia delle regole morali senza morale. Sarà un viaggio fantastico in cui rispetterò il silenzio di chi tace e parlerò con chi è loquace e non griderò a chi grida. Tirerò diritto verso la felicità perché mi fermerò a parlare con ogni dolore e da ciascuno imparerò cosa c’è da imparare. Fino a quando arriverò ad un roseto e lì sarò attento alle spine e imparerò dal fiore, ne strapperò una da mettermi al bavero per passeggiare lungo la spiaggia. Poi? Poi tornerò indietro con tante facce nel mio pensiero, con i segreti che vale la pena ricordare per significare che sono libero. L’ultimo racconto lo farò a chi nella via mi chiederà “ma come è volare?”. Io inizierò dalle mie scarpe, dal motore dell’automobile, e dal libro che mi ha fatto viaggiare nel mio viaggio.