Latina e quel video dei ragazzi senza “possibilità”

Latina e quel video dei ragazzi senza “possibilità”

3 Marzo 2021 0 Di Lidano Grassucci

Ho pensato tanto se scrivere o no questo pezzo, mi viene difficile e, soprattutto, resto combattuto, diviso, dolorante comunque. Dei ragazzi di Latina postano in video rap inneggiante, esaltante, una vita malata. La prima cosa che mi sconvolge è che sono ragazzi con i lineamenti ingenui dei ragazzi, con il recitare vite adulte visti da giochi ancora bimbi. Ma i loro giochi sono criminali, sono violenti, sono strafottenti.

La condanna è giusta, è facile, è scontata quanto la loro sfida non lo è. Dico, con dolore, che dire “non si fa”, o relegare a margine del vivere sociale tutto questo è inutile e quindi dannoso. Loro, i ragazzi, hanno modelli negativi ma quelli positivi dove sono? Quali sono? Chi ne ha prestigio ed autorità?

Da ragazzi volevamo le russie e i Vietnam. Abbiamo anche noi tifato per gli inferni, ma i paradisi erano descritti con tale faciloneria, falsità, che abbiamo creduto in illusioni che facevamo indossare a tragedie vere. Da ragazzi ci si confonde facile.

Questi ragazzi hanno davanti un male di vivere senza vita, e una vita fatta di regolatori che se ne fregano di loro. Si fanno il segno della croce davanti ad una Madonna che è di gesso e la fanno complice e non misericordiosa. Confondono misericordia e pietà con complicità, pensano che il male identifichi in un mondo che noi abbiamo fatto senza identità.

Sono ragazzi e usano il bianco e nero e il male ora è bianco e nero e la società civile è grigia, grigia in tutto. Non sono di quelli che è colpa della società, ma resto convinto che se di ogni cosa non si fa tesoro collettivo prepariamo la tragedia prossima.

I ragazzi sono ragazzi, il male è male, ma in quel video manca la società valoriale quella che faceva vedere l’errore ma spiegava la bellezza del bene: oggi gli abbiamo detto che il bene è rito, il male è imprevedibile e loro scelgono facile e il male.

Cosa dico? Che servono modelli, che serve usare la fantasia del bene e raccontare a questi ragazzi come va a finire e l’orco finisce sempre male, Davide batte Golia,  Potter batte Voldemort, la luce della cappella sistina l’ombra di ogni inferno. I capi mafia vivono come topi in cantina.

Mi preoccupano i ragazzi del filmato ma anche i gesti uguali che fanno gli altri ragazzi in un modello unico che fa nella notte le vacche tutte nere. Ci vorrebbe un video del sole, senza passamontagna, dove non si invocano i “ferri” ma il pallone, i racconti, la musica e la voglia di vivere contro il prenotare il morire fisico e civile.