Fato e il percorso delle nuvole
6 Marzo 2021Non v’è sentiero alcuno difeso contro la forza del destino e contro l’inclemenza del fato
Pedro Calderón de la Barca
Lo specchio la mattina ti fa vedere come sei nell’illusione che l mondo ha di te. Ti dona una apparenza che non è la tua appartenenza, non vede gioia e tristezza e non indugia mai nella felicità o riconosce il terrore. Siamo allo specchio una maschera di un carnevale di Venezia che perdura nella quaresima, poi non risorge a Pasqua perché non muore il venerdì santo e non conosce primavera ma ci fa eguali nel carnevale sociale in cui siamo condannati.
Ma ci sono mattine fredde che non lo senti il gelo, calde che non hai afa al respiro in cui quello specchio si scopre falso anche nella “fotografia” della falsità, mattine in cui nuvole isolate e mai stanche decidono di abbassare il loro volare e… e si fanno guardare. Capita quando sono in fiore le “fioriture” e i rami degli alberi che paiono sterili ombre in alberi morti si fanno di colori colorati: di pesco e mandorla.
Ci sono mattine in cui se viene la ponente a levante vedi i contorni di quella nuvola che pare panna sul caffè, schiuma di latte. Ma con il caffè che è sapore dentro, è viaggio lungo dall’Arabia o dall’Equador.
Nuvole che si fanno guardare senza che hai paura di poterti bagnare, nuvole assorte nei loro viaggi, che hanno storie contorte che non vorrebbero raccontare.


