Colori e goccia

Colori e goccia

10 Marzo 2021 0 Di Lidano Grassucci

Ognun vede quel che tu pari. Pochi sentono quel che tu sei

Niccolò Machiavelli

 

Vi racconto di un timido sole, dopo la pioggia fitta, insistente, devastante. Una pioggia che ho seguito per via del mio studio, attento e serio, del percorso di una goccia sul parabrezza della mia auto. Non fece viaggio dritto dall’alto in basso ma sostò, andò veloce, poi lento e la corsa fu un arabesco. Insomma mi pose domande su come vanno le cose e i percorsi del tempo.

Ma questo ripensare a ieri oggi è timido sole che si veste di altra bellezza, non è la goccia ma sono i colori. Del resto la luce è questo, colore. Poi dove incontri il colore è dettaglio seppur non da poco, l’arcobaleno appare in vari modi e mondi. Tonalità di grigio, si innestano nel marrone, poi il verde sfuma in un celeste appuntato come grigio chiaro accentuato. Ho seguito la goccia nella pioggia, ora la luce in questo arcobaleno. Mica mi faccio capace di come i colori si fanno intese di grazie colorate e un nero che ruba avido ogni luce come fame profonda di tutte le curiosità del mondo nel mondo.

Ora le nubi velano la luce e i colori mutano come bisogno di una nuova fotografia. Il sole scopre, la pioggia disseta la terra, il gelo necessità del caldo e il caldo non è immune da questo scambio.

Oggi si annunciano colori, poi vai diritto e ti rimane impressa questa attenzione.

Mi chiedono: cosa hai fatto ieri? Mi par piccolo dire seguito una goccia d’acqua. Mi chiedono: cosa hai fatto oggi? Mi pare piccolo dire di aver seguito una tavolozza di colori. Poi, ci penso, e capisco quanto intenso sia stato questo mio impegno “ognun vede  quel che tu pari. Pochi sentono quel che tu sei”

Perché volete disturbarmi
Se io forse sto sognando un viaggio alato
Sopra un carro senza ruote
Trascinato dai cavalli del maestrale,
Nel maestrale… in volo

Non mi rompete, Banco Mutuo Soccorso

 

Nella foto di copertina René Magrit, il falso specchio

La mente ama l’ignoto. Ama le immagini il cui significato è sconosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto. Non credo che l’uomo decida nulla, né il futuro né il presente dell’umanità. Penso che noi siamo responsabili dell’universo, ma questo non significa che decidiamo qualcosa. Renè Magrit