Fatemi Astra Zeneca o quel che volete, basta uscirne e presto
15 Marzo 2021Dovevo scegliere, da ragazzo, se fare il classico o lo scientifico. Mi ero letto il manifesto del partito comunista e non ebbi dubbi: conta la scienza. Oggi forse sarei meno drastico, ma rifarei lo stesso. Credo nella Dea Ragione, unico dio, nel metodo sperimentale che se capisce le cose le riproduce. Penso che la mela che mi cade in testa sia in corsa per il centro della terra, che la terra sia tonda come un pallone, che l’unica cosa piatta che mi piace è la frittata con i carciofi.
Quindi? Fatemi il vaccino, aspetto il turno mio va da se, ma fatemelo: non importa quale, perché questa non è sfilata di Max Mara, ma vita che si muore. Astra Zeneca? E perché no. Ho fatto già vaccini a go go e sono ancora qui. Li ho fatti e mi sono fidato, affidato, e non mi hanno mai deluso.
Voglio essere libero di restare solo, ma non obbligato a farlo da un virus, voglio non prendere il caffè non impossibilitato a farlo. Voglio tornare a scegliere la mia solitudine.
Non sono scienziato, ma mi fido di loro. Da piccolo mi innamorai dell’automobile e di tutti i principi della fisica che bravi ingegneri hanno fatto capolavoro con il duetto Alfa Romeo. Ero lì, piccolo ma curioso, a vedere dalla casa di nonna lo sbarco sulla luna in una tv che già era miracolo. La scienza mi ha fatto arrivare sin qui, ora vaccinatemi e chi non lo farà sarà per egoismo suo.


