Zona rossa, cronaca della città di piccioni e cani… meno dei gatti per via della loro riservatezza

Zona rossa, cronaca della città di piccioni e cani… meno dei gatti per via della loro riservatezza

15 Marzo 2021 0 Di Lidano Grassucci

Ieri la città si vedeva a malapena
Oggi la città si vede tutta intera
Ieri il mare si scuoteva da fare pena
Oggi il mare ha la barba tutta nera
Gli elaboratori hanno per sorte
Di aiutare l’uomo a vincere la morte

Anidride solforosa, Lucio Dalla

Oggi le città hanno il corpo in rosso, sono diventate le strade confine, le piazze spazi di distanza tra le anime. E le città sono dei piccioni, dei cani, meno dei gatti per via della loro riservatezza.

Oggi la città si vede per intero, un quadro di De Chirico che respira, a singhiozzo. La città è il posto in cui gli uomini si mettono insieme contro i lupi e i pirati. Ora si chiudono da soli contro qualcosa che non ha forma.

La piazza ora si riempie di piccioni e cani, ma anche di occhi da finestra abbassate che guardano e chi può immagina. Immagina tutto questo con lui presente, una donna a leggere su di una panchina all’ombra di una palma, un uomo a camminare con il suo pensare senza contare i giorni e un bimbo dietro una palla, ogni palla ha il suo bimbo e un gatto interessato.

La città non ha la forza delle luci delle vetrine, ma nelle vetrine ho visto manichini scendere dal piedistallo per venirmi a parlare, con l’eleganza del vestito che avevano da mostrare, con la pazienza di aspettare. Piccioni in volo, cani erranti e alberi muti a testimoni, con i manichini che camminano, che danzano, che ti camminano accanto, che si siedono discreti nella panchina e leggono capendo altro.

Vengo da città senza rumore, da mondi del silenzio, ho l’animo dei butteri a cavallo con se stessi, mandrie fitte e sotto gli zoccoli il fango. Gente che in questa solitudine si innamorava di Beatrice più di Dante, gente che difendeva dai mori l’occidente con Angelica per sogno. Il silenzio e la solitudine aprono le porte al fantastico e il fantastico diventa più vero del vero.

Ogni paura, mi hanno insegnato libri di riscatto, è una opportunità per chi parte dal basso, ogni felicità è la prova che un altro mondo è possibile.

La città è dei piccioni, dei cani, un poco meno dei gatti per via della loro riservatezza. Ora che ci penso siamo come loro, come i gatti, pronti a mettere gli stivali e a fare di un mugnaio il Marchese di Carabas. La città è in rosso, ma la testa dei cittadini, anche quelli ancora senza vaccini, riempie strade e piazze in una bellissima, irreale, confusione.