Valter Bulgarelli, lo straordinario barbiere di Piazza della Libertà

Valter Bulgarelli, lo straordinario barbiere di Piazza della Libertà

21 Marzo 2021 0 Di Emilio Andreoli

A Latina ci sono stati luoghi di aggregazione che hanno oltrepassato le ideologie, che potevano essere politiche, ma anche rivalità sportive, io le chiamerei zone franche dove discutere era piacevole anche in maniera scanzonata e goliardica. Questo grazie ad alcuni personaggi che con i loro modi di fare originali, e carismatici, avevano la capacità di saper unire le persone, e a tali personaggi andrebbe eretto un busto in memoria, perché hanno svolto un ruolo sociale importante per la nostra comunità. Quello di cui vi sto per raccontare adesso, era un barbiere, ma non solo barbiere, è stato quasi un leader spirituale, così lo ha definito uno dei suoi più cari amici. Si chiamava Valter Bulgarelli, il barbiere di Piazza della Libertà accanto al ristorante Impero.

 

Erano gli anni settanta e a Latina le comitive nascevano generalmente davanti ai bar o nelle piazze, difficilmente di fronte ad altre botteghe. La mia, di comitiva, stava vicino l’ultima panchina a sinistra di Piazza della Libertà, direzione giardinetti. Quindi se passate da quelle parti sappiate che quella era la mia panchina, ognuno a Latina ha avuto la sua panchina, mica solo Tiziano Ferro.

Di fronte la mia comitiva ce ne era un’altra che mi aveva incuriosito, perché era formata da tutte persone adulte e solo maschi. Si riunivano soprattutto la domenica mattina. Mi accorsi poi che erano gli amici del barbiere Valter Bulgarelli che aveva la barberia proprio lì, sotto i portici, lato ristorante Impero. Certo doveva essere una persona davvero speciale per avere, addirittura, una comitiva davanti la sua bottega.

 

E ora che ho iniziato a scrivere le storie della mia città non potevo dimenticarmi di lui, e cercare di capire cosa avesse Valter di così tanto speciale. Purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente, ma solo di vista e così, attraverso i social, sono riuscito a scavalcare gli ostacoli pandemici, e a contattare i suoi famigliari e alcuni suoi amici.

 

Valter Bulgarelli, storia di un barbiere che non ha voluto fare il parrucchiere

Valter Bulgarelli nasce a Littoria il 21 giugno del 1938, è il primo di tre figli, da papà emiliano e mamma friulana. Già da ragazzetto inizia a imparare il mestiere e va a fare esperienza, vivendo a Borgo Faiti, da un parrucchiere a Pontinia, ma quel mondo femminile non gli va a genio perché lui ama discutere di politica, di sport, di calcio. Quindi dopo quella breve parentesi, va a lavorare nella bottega di Abele Strozzi il barbiere di Borgo Faiti.

 

Anche lì non durerà molto perché Strozzi decide di cambiare mestiere, chiude la sua barberia e apre a Latina, in via IV Novembre, un negozio di ricambi per le cucine. Valter si trova quindi disoccupato, ma per pochissimo tempo. Si sposta su Latina e trova lavoro nella barberia della piazzetta alle case popolari e nel 1956, dal borgo, si trasferisce in città. Alla fine degli anni cinquanta la svolta, un barbiere che ha la bottega in Piazza della Libertà decide di vendere l’attività e il papà gli da una mano ad acquistarla. Valter  ha così la sua barberia e il suo mondo che ha sempre sognato.

Valter ha una forte personalità e diventa presto un punto di riferimento per i personaggi politici, imprenditori, calciatori, ma anche per le persone comuni che amano conversare, perché lui ha sempre qualcosa da dire o da ridire. Nella sua barberia si discute un po’ di tutto, ma si scherza pure ed è sempre lui che tiene banco. È comunista, milanista, ma alla fine diventa romanista ed è un grande tifoso del Latina, però ama tanto anche il ciclismo.

Valter Bulgarelli all’opera nella sua barberia

I ricordi dei figli, del fratello e dei suoi amici

Nonostante il lockdown riesco a incontrare la figlia Alessia, il fratello Bruno e l’amico Salvatore De Monaco ovviamente con mascherine e distanziamento fisico, non sociale come erroneamente ci hanno insegnato a dire. Telefonicamente invece il figlio Andrea e l’amico Gino Bernardini. Il primo a raccontare è il fratello Bruno:

Per mio fratello fare il barbiere era solo un dettaglio, lui era tutto quello che stava intorno a quel dettaglio, era un grande aggregatore, e quello era il suo successo. Era ironico e goliardico, amava scherzare e si circondava di amici con cui poter condividere le sue passioni. Nella sua barberia sono cresciuti uomini politici e di sport. Di lui apprezzavano la sua schiettezza, dichiarava tranquillamente la sua fede politica e sportiva e da lì le infinite discussioni e scherzi. Attaccava spesso cartelli sulla vetrina: “oggi non si fanno i capelli ai democristiani” oppure “oggi non si fanno i capelli agli juventini”. Allo stadio del Latina aveva il suo posto fisso vicino a un palo della tribuna coperta e quando non andava quel posto rimaneva vuoto, perché tutti sapevano che il posto era suo. In sua memoria ogni anno, a parte questo, organizzo una corsa ciclistica

Foto di famiglia Valter Bulgarelli con la moglie Giovanna, la figlia Alessia         e la sua nipotina

Alessia, come era il rapporto con tuo padre?

 Avevamo un bel rapporto, mi ha sempre dato lezioni di vita. Pensa che a casa non ho mai sentito un gossip, tutte le cose che gli confidavano le teneva per se. Molte volte andava in ospedale a fare i capelli ai malati, senza mai farsene un vanto. Ha lavorato sempre con leggerezza, che non era superficialità, era il suo modo di affrontare la vita. Portava i soldi a casa e li dava a mia mamma, ed era lei che doveva pensare all’economia famigliare. Oggi la barberia esiste ancora, continua l’attività lo storico socio Franco Sasso, ma la comitiva lì fuori è svanita

Valter Bulgarelli con l’amico Salvatore De monaco

Salvatore, come mai questa amicizia con Valter che era abbastanza più grande di te?

 A Valter piaceva confrontarsi con i giovani, tra noi c’erano dodici anni di differenza, ma con lui non si avvertivano. Ricordo che facevamo sega a scuola e invece di andare ai giardinetti andavamo in barberia a divertirci. Venne in campeggio con me, lui non c’era mai stato, si appassionò così tanto che acquistò poi una specie di roulotte. Ogni lunedì andavamo a giocare a pallone, ricordo che se non gli passavamo la palla si vendicava facendo un’autorete, era fatto così era sempre lui a dire l’ultima. Nella sua barberia ci sono passati un sacco di matti, una volta entrò uno che non avevamo mai visto. Si sedette come per aspettare il suo turno, Valter lo guardava e quello lo fissava, a un certo punto arrivarono degli infermieri della neuro e lo portarono via sotto i nostri occhi increduli

Ma come conciliavate le vostre diversissime fedi politiche?

 L’amicizia vera è più forte di qualsiasi ideologia. Valter mi diceva sempre che il popolo italiano aveva bisogno di una dittatura e lui tifava per quella comunista e io ci ridevo su

Valter Bulgarelli con il suo amico Ettore Lodi, altro personaggio di Latina

Andrea, con tuo padre c’erano più quaranta anni di differenza, lo consideravi un padre anziano? Mi preoccupo perché con mio figlio ne ho cinquanta di differenza

 Assolutamente, con lui avevo molto dialogo e condividevamo tante cose. Andavamo spesso allo stadio Olimpico a vedere la Roma, ma non è che fosse realmente romanista, lui ogni anno guardava la campagna acquisti delle squadre e poi tifava per quei giocatori o allenatori che gli stavano più simpatici. Ricordo che un anno tifò per il Brescia di Baggio. Il suo amore vero era per il Latina, fu uno dei  mille tifosi che andò in trasferta ad Olbia nel 1968. Lui amava molto i giovani, so che quando qualcuno faceva sega e andava in barberia, firmava le giustificazioni imitando la firma dei genitori, gli piaceva la complicità

Valter Bulgarelli, mentre tiene banco in una delle tante cene al ristorante Impero

Gino tu eri il fotografo ufficiale della vostra comitiva, come definiresti Valter?

 Valter aveva un grande carisma, un leader quasi spirituale. Organizzava gite, scampagnate  e in una delle tante cene di fine anno gli facemmo una fascia con scritto “Presidente” a cui noi ci sottomettevamo piacevolmente. Quando litigava con qualcuno o lo ammoniva o lo espelleva e quindi, prima di tornare in barberia, doveva scontare la pena. Quello con più cartellini rossi era l’ex giocatore del Latina Luciano Melloni, che non rispettava mai la squalifica. Il suo più caro amico era Ezio Pomili e poi tutti gli altri

Valter Bulgarelli, guarda soddisfatto e un po’ commosso, la fascia di presidente donata dai suoi storici amici

Valter Bulgarelli aveva creato una sorta di “amici miei” latinense, e quando il 15 gennaio 2016 è venuto a mancare i suoi amici, ma anche la città, sono rimasti un po’ orfani di una persona speciale, perché sapeva fare comunità e a Latina sappiamo tutti che non è una banalità.