Sezze/Il sindaco “mi dimetto” anzi “ci dimettiamo”, ma prima voi. Ci vuole San Lidano
23 Marzo 2021Forse saggio
Ridotto come un cieco a brancicare attorno
Non ho la conoscenza od il coraggio
Per fare questo oroscopo, per divinar responso
E devo dire, devo dire
Che sono forse troppo vecchio per capire
Che ho perso la mia mente in chissà quale abuso od ozio
O stan mutando gli astri nelle notti d’equinozio
Ora il sindaco, Sergio Di Raimo, dice che ha “suggerito” le dimissioni di tutti ma non si è “dimesso”. Capisco, ne faccio parte, il complesso e barocco pensare setino. Qui ci hanno formato fini gesuiti in un mondo che gattopardescamente resta tal quale annunciando, nel mentre, di cambiare tutto. Finezze di grandi culture certo, ma finezze che annunciano una Bisanzio decandente
Sezze non merita il cimitero, non merita nemmeno questo barocchismo che ci fa essere soddisfatti di aver complicato il niente, di fare proclami altisonanti che diventano
Potenza della lirica,
Dove ogni dramma è un falso
Che con un po’ di trucco e con la mimica
Puoi diventare un altro
Caruso, Lucio Dalla
La città oggi è sgomenta, ha bisogno di riferimenti certi, ha bisogno di coraggio, non di distinguo, di finezze.
Non siamo alle finali di fioretto, siamo nella vita vera. Uscire di scena è un arte sublime e fa la differenza per il rientro o per il ricordo.
Per il resto non ci resta che San Lidano


