Ogni mattina viene la mattina
31 Marzo 2021Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera… Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo
Giovanni XXIII, discorso alla luna
Ogni mattina viene la mattina, la sera quando arriva non ti sorprende mai per via del giorno, poi Morfeo fa il suo ed è subito giorno. Ogni mattina viene la mattina con gran fretta che non riesci a capire se iniziare o continuare a dormire, poi inizi e tutto va liscio con le cadenze sue, le paure tutte tue.
Ogni mattina viene la mattina e di ieri? Sorridi mentre guidi a pensare alle mille cose che ora non sono neanche una. Cerchi una ragione, cerchi di aver ragione e credi di non potercela fare.
Poi decidi di iniziare da quel sogno, incubo, o piacere che ora ti riappare così assurdo da non poterci pensare, ma viene.
Come un pellegrino sulla via di Gerusalemme cerchi stazioni di posta dove fermati per alleviare il viaggio, per avere accanto viandanti, più o meno strambi, per far riposare i cavalli.
La sera diventa la tua Gerusalemme.
Ora sono alla prima stazione di posta, la sala è piena di commercianti, di soldati, di saggi senza memoria e odora di vino, sacerdoti dividono l’acqua dall’aceto, il grano da loglio. I saggi spiegano il viaggio, i mercanti lucrano sul viaggio, i soldati muoiono nel viaggio, i sacerdoti inventano il viaggio ed io non posso “credere”, “cercare”, qui. Il vero è altrove, sempre oltre il muro, una bambina gioca con la sua fiaba. Vi dico il vero come lo fosse, una bambina gioca con la sua fiaba e mi sceglie forse per silenzio, forse perché non sono di alcuna religione ma viaggiante in un viaggio che non ha meta, che è oltre metà, Mi dice di quella fiaba in cui si perde. Mi parla di colori primari e mischia giallo col blu, poi ha in testa conigli e coccinelle.
Che strano vedere il mondo stanco che si vive e una bambina che ha da vivere, i suoi occhi vedranno davvero quelle cose, quel bestiario che narrato quasi quasi…
Ora guardo la stazione di posta, ogni postato ha avuto la sua fiaba che ha impostato, qualcuno si è perso.
Che luna la notte andata, pareva di poterla toccare e nella faccia che non si fa guardare sono sicuro che quella bimba farà dormire le sue favole, come ora ricordo io nascondevo le mie macchinine sotto un tavolino, con soldatini cuor di leone. Ed ora li vado a cercare per giocare un poco.
Ogni mattina viene la mattina.


