Ciao Claudio Macor, il “ragazzo” che percorreva Santa Fecitola

Ciao Claudio Macor, il “ragazzo” che percorreva Santa Fecitola

1 Aprile 2021 2 Di Lidano Grassucci

Sui giornali ci vanno tanti generali dal petto pieno di medaglie ma sempre con poche battaglie. Sapete la mia vita si divide tra l’anima lepina, che è l’educazione siberiana che mi ha fatto così, e il sangue cispadano che per metà è in me e ogni tanto mi “rigetta”, in una assurda sintesi contadina. La parte cispadana viveva a Santa Fecitola tra terre umide, canali, e lingue di piane padane, di lande friulane. Era una babele in 100 metri di campi e case.

Severino Macor era della parte friulana. Aveva una “bellissima” Nsu Prinz, credo che i 30 non li abbia mai toccati (chilometri orari intendo). E da lui inizia una dinastia: tre figli, Tiziano, Maria e Claudio. Ho conosciuto Claudio attraverso lui.

Oggi su Fb nella storia di Giggio Marocco (lui è l’uomo dell’osteria di Santa Fecitola) c’è la foto di Claudio che è venuto a mancare.

Non per fatti di traumi, non per cose che richiamano la tragedia, per le cose della vita. Claudio era, a suo modo, una di quelle persone che ci stanno nella vita e che la segnano. Lo incontravo a Latina che faceva il parcheggiatore, a volte non mi riconosceva, a volte mi presentavo ricordando: “sono il figlio di Bruna, venivi a casa, ricordi”. I friulani hanno una lingua difficile ma espressa in una dolcissima voce, i friulani sono riservati, vivono con lo stesso rumore che fanno i gatti nei loro passi. Claudio camminava tanto a piedi, era sempre nel mondo suo e il suo mondo era questo piccolo incredibile posto dove non ci sono giardini tra le case, ma le case sono tra le campagne che seguono le stagioni. Ci si conosceva per cognome, a Sezze per soprannome, e già questo mi rendeva binario il pensare.

Il papà Severino aveva una Nsu Prinz color sabbia, non avrà mai fatto più di 30 (all’ora) ma Claudio di chilometri camminando ne avrà fatto 1000 e 1000. Non è Claudio uno che ha fatto la storia, ma ha vissuto e per gente come me, come Giggio, è stato uno che sta nella nostra storia e per questo l’ho ricordato per la mia mania di stare benissimo con gli ultimi e sempre a disagio con chi sta davanti.

Ciao Claudio, ti ricordi di me il figlio di Bruna… Bruna la sarta, ci veniva tua sorella a imparare a cucire.

 

La foto postata da Gigio Macor si “intravedono” in alto Claudio Macor sotto Giggio Marocco

 

PS: Mi stringo a Maria e Tiziano con l’affetto che loro sanno