Latina, le elezioni, i maghi Zurlì e l’impresa eccezionale di essere normali

Latina, le elezioni, i maghi Zurlì e l’impresa eccezionale di essere normali

1 Aprile 2021 3 Di Lidano Grassucci

Penso a delusioni, a grandi imprese
A una thailandese
Ma l’impresa eccezionale, dammi retta
È essere normale

Lucio Dalla, Disperato erotico stomp

 

Faccio il cronista politico di questa città dall’87. Ne ho visti di sindaci e aspiranti, ne ho scritto di idee bislacche. Ma ogni volta mi meraviglio dei nuovisti che sono, tutti, destinati solo, inevitabilmente, ad “invecchiare”.

In tanti si presentano dicendo: faremo Latina, più grande e più bella che pria. Citando Ettore Petrolini.

Cambiavano i democristiani dai democristiani, i fascisti da questi e i fascisti dai fascisti, poi i latina benisti comuni ora i mille simil civici. Per essere gattopardeschi tutto cambiare per far tutto rimanere

La Latina di oggi è uguale a se stessa ma avrebbe dovuti avere strade, autostrade, terme, parchi tematici, metropolitane, laboratori, porti, astroporti, piste da sci con gli sciatori, canali navigabili, grattaceli capoculo, case di fondazione e case sfondate, per tacere di stadi, palazzetti, piscine e lungomare che Nizza impallidiva, università che neanche Bologna la dotta, Boston, Londra o Parigi con tanti campus che non avremmo spazio più piantare manco le rose (immaginate me che amo i carciofi, per ragioni etniche)

Tutte cose che, puntuale ritrovi, nei programmi sempre uguali di quelli che “vogliono fare” di “quelli che volevano fare ma non hanno potuto”, di quelli che la colpa era “di quelli che c’erano prima”.

Su tutti quelli che vogliono fare di questo “inferno” un paradiso e cacciare tutti i cattivi, compresi i cattivi pensieri.

Eppure basterebbe dire che siamo normali e faremo quello che si può fare, quello che no ci lavoreremo e magari aprire il teatro e farci uno spettacolo, aprire la biblioteca per leggere i libri e… passeggiare con il sole.

E pensare che abbiamo il mare.

 

Nella foto: Sibò, Littoria