Vedere l’effetto che fa

Vedere l’effetto che fa

5 Aprile 2021 0 Di Lidano Grassucci

Si potrebbe andare tutti quanti ora che è primavera
Vengo anch’io? No, tu no
Con la bella sottobraccio a parlare d’amore
E scoprire che va sempre a finire che piove
E vedere di nascosto l’effetto che fa

Enzo Iannacci, vengo anche io no tu no

 

 

Silenzio, come l’erba che cresce senza il minimo rumore. Silenzio, come il fieno che si fa dorare dal sole.

Silenzio che non c’è rumore, silenzio che tutti vogliono star nascosti.

Si nasconde il topo al gatto che ricambia il favore, chi per paura chi per fame ma silenzio. Silenzio di sentimenti dove ciascuno sta nascosto nel suo e non fa rumore.

Perché incontrare è un gran chiasso. Perché guardare negli occhi del topo il gatto è gran rischio.

E chi lo fa? Perché palesarsi quando la maschera ti nasconde.

Buongiorno sei sole, buongiorno hai i brividi della notte non si dice non si fa, è il silenzio che ci fa scudo e le parole sono pugnali che feriscono chi li impugna.

Come donna che si mostra nuda ed è bellissima ma ferita da Fedi che offendono Dio negando quell’armonia. Siamo Fedi cattive in uomini e donne purissimamente creature d’armonia.

Siamo una impalcatura di silenzio che nasconde mille e mille parole per mille e mille sentimenti che non stanno mai fermi. Siamo con gli altri, soli e nascosti siamo come paradisi che paradiso mai vedranno.

Siamo un dolce di mille canditi ciascuno ricorda limone o arancio che è vita e colore che è inverno, anche nel freddo c’è luce.

Siamo quella voglia di dire parole amare o dolci se è dolore o gioia l’incontro. Siamo ricordi che parlano e speranze che fanno chiasso.
Siamo bimbi chiassosi costretti da educatori folli e grigi al silenzio.

Siamo la voglia di dire: ma lei è bellissima. Siamo la voglia di ascoltarlo. Siamo la voglia di fermarsi qui riconoscendosi umani. Siamo la voglia di ridere dei nostri costumi, siamo la voglia di vestirsi di mille colori o solo di nero per “vedere l’effetto che fa”. Siamo “l’effetto che fa”, siamo come attori nella strada che è palco. Siamo greci che recitiamo nella piazza, veneziani che riportano profumi dai viaggi per ascoltare lo stupore di chi di quei profumi si sente rapito. Siamo vino che ci regala quel che siamo anime parlanti.
Siamo bambini eterni alla ricerca della prossima scoperta.
E l’effetto? Guardo la bellezza di lontano, perché puoi pensare al creato, ma il miracolo sono le creature.

 

Nella foro: Tiziano, Donna allo specchio (Louvre-Parigi)