Casa del combattente di Latina: Lo Stato sfratta la sua memoria. Vogliono cacciare le associazioni d’arma

Casa del combattente di Latina: Lo Stato sfratta la sua memoria. Vogliono cacciare le associazioni d’arma

8 Aprile 2021 1 Di Lidano Grassucci

Si dice: se nasci tondo non puoi morire quadrato. La Storia patria poi non è un dettaglio, ma fa la differenza tra essere una comunità o un aggregato casuale di case. La Casa del combattente a Latina è nata come sede delle associazioni combattentistiche e d’arma. Il ricordo vivente di quanti hanno combattuto per la libertà di questo Paese, per essere noi nazione al cospetto delle nazioni. La Casa del combattente di piazza San Marco non è uno spazio vuoto da riempire con nuove funzioni, ma uno spazio che esercita la sua funzione di memoria, di testimonianza, di continuità. Quando il gioco si fa duro l’Italia riscopre la sua “riserva repubblicana”, gli uomini e le donne che hanno servito il Paese. Sarà un caso che quando c’è l’emergenza tocca agli alpini senza distinzione tra congedati e in armi? Sarà un caso che le associazioni d’arma sono dentro la società. Mi ha colpito la foto che hanno scelto per le epigrafi di Bruno Bruni: quella con il berretto da alpino. Ha segnato un legame, una identità, un servizio, una azione verso gli altri.

Il demanio non è un soggetto qualsiasi è figlio fisico di quella storia che è scritta dai soldati che sono il filo vivo delle vive associazioni d’arma. Il demanio non si “prende” la casa del combattente ma fa un “ratto” rispetto alla sua funzione, storia, idea.

Lasciare lì gli ex combattenti è rispetto di una memoria a maggior ragione ora che il covid ha “assassinato” intere generazioni di memoria.

Con chi sto? Ma con loro, li ho visti con nato orgoglio portano i labari, la bandiera.

Mi spiace solo che non ci sono i granatieri presso cui ho servito. Non è banale sfratto: qui si sceglie tra l’essere una comunità con una memoria o un insieme di case messe a caso.

Documenti

 

NOTA ASSOCIAZIONI

L’Agenzia del Demanio “sfratta” le Associazioni d’Arma dalla Casa del Combattente di Latina

L’Agenzia del Demanio ha dato l’avvio del procedimento di revoca della concessione nonché di rilascio dell’immobile denominato “Casa del Combattente” da parte delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

Si allega la nota datata 8 aprile 2021 con la quale le otto Associazioni Combattentistiche e d’Arma sotto riportate si rivolgono al Prefetto, al Presidente della Provincia ed al Sindaco di Latina, per chiedere un autorevole intervento per scongiurare l’iniziativa dell’Agenzia del Demanio che intende ottenere il rilascio dei locali dell’immobile “Casa del Combattente” per destinarlo ad altre esigenze.

Le Associazioni

a) Istituto del Nastro Azzurro fra decorati al Valor Militare NASTRO AZZURRO
nastroazzurrolatina@libero.it
b) Associazione Nazionale Combattenti e Reduci ANCR
ancr.sezionedilatina@gmail.com
c) Associazione Nazionale Marinai d’Italia ANMI
anmi.latina@libero.it
d) Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia UNUCI
sez.latina@unuci.org
e) Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ANVCG
anvcglatina@gmail.com
f) Associazione Nazionale Bersaglieri ANB
bersaglierilatina@libero.it
g) Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra ANMIG
presidenza@anmigroma.it
h) Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra ANFCDG
alessandro.iannicola1@gmail.com

 

LETTERA AL PREFETTO

Edificio “Casa del Combattente” di Latina, Piazza San Marco 1 – Avvio del procedimento di revoca della concessione nonché di rilascio dell’immobile da parte delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

Con la presente nota congiunta, le otto Associazioni Combattentistiche e d’Arma, Federazioni/Sezioni/Gruppi di Latina (Istituto del Nastro Azzurro fra decorati al Valor Militare, Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, Associazione Nazionale Marinai d’Italia, Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia, Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, Associazione Nazionale Bersaglieri, Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra) intendono portare all’attenzione delle SS.LL. quanto di seguito riportato. Nei giorni scorsi, con note datate 26 marzo u.s. diversificate in funzione del destinatario ma di contenuto pressoché identico (di cui a titolo esemplificativo si allegano due copia) l’Agenzia del Demanio – Direzione Regionale Lazio ha notificato l’avvio del procedimento di “… revoca della concessione …” nonchè l’invito “… a rilasciare
spontaneamente il bene demaniale … libero e vuoto da persone e cose … sussistendo l’esigenza di destinare il compendio in oggetto ad uso governativo, concreto ed attuale …”.

Il tempo concesso per lasciare l’immobile va dai 6 mesi, per coloro che avevano ottenuto il contratto di locazione, a soli 25 giorni per chi, invece, era in attesa di poter stipulare il contratto.
L’uso governativo a cui fa cenno il Demanio sembra sia costituito dall’esigenza manifestata dall’Arma dei Carabinieri che intenderebbe destinare l’immobile a sede di un nuovo Comando. Se così fosse l’immobile diverrebbe zona militare, non più fruibile per eventi sociali culturali ai quali le Associazioni sovrintendono e inaccessibile alla Cittadinanza.
Ciò premesso non ci si può esimere dal rappresentare come le iniziative intraprese dall’Agenzia del Demanio, qualora portate a compimento, verrebbero a costituire un vulnus insanabile per la storia, seppur breve, della Città di Latina, di cui quest’anno ricorrerà l’89° anniversario di fondazione, e della funzione di “custodia della memoria” che la “Casa del Combattente” rappresenta, con la presenza e l’opera delle Associazioni che in esso svolgono la missione loro affidata dai rispettivi Statuti.
Appare indispensabile ricordare che l’edificio è storicamente noto con la denominazione “Casa del Combattente” ed è uno di quelli costituenti le opere di fondazione della Città di Littoria (dal 1945 rinominata Latina). Sorge in Piazza San Marco (già Piazza Savoia) e venne progettato, come molti altri della nascente Città, dall’Arch. Oriolo Frezzotti. La costruzione, avviata anch’essa nel 1932 a cura dell’Opera Nazionale Combattenti, si concluse nel 1933. Sulla facciata dell’edificio, a testimonianza del Committente e dell’anno di completamento, è apposta una targa che riporta l’iscrizione “O N C A X I”.
L’edificio fin dall’origine venne destinato ad accogliere le sedi dell’Associazione Madri e Vedove dei Caduti in Guerra, dell’Associazione Nazionale Combattenti e dell’Associazione Nazionale Mutilati di Guerra. A caratterizzarne la destinazione sono anche i quattro medaglioni in rilievo, opere attribuite ad Egisto Caldana, che ornano la facciata (2) e i due prospetti laterali. Nei tondi è protagonista la figura del Combattente, il Soldato del Regio Esercito, raffigurato
allegoricamente in un ciclo che lo ritrae, rispettivamente:
˗ in partenza per la guerra, mentre saluta la Madre e la Moglie con il Figlio;
˗ impegnato nei combattimenti;
˗ incoraggiato dalla Vittoria che posa una mano sulla sua spalla;
˗ morente, sostenuto dalla Vittoria in procinto di cingergli il capo con il serto di alloro.
All’interno, sulle pareti d’ingresso, sono poste due lastre marmoree. Una, di ragguardevoli dimensioni e coeva con l’edificazione dell’immobile, riporta il “Bollettino della Vittoria” con il quale il Comandante Supremo del Regio Esercito, Generale Armando Diaz, dopo l’armistizio di Villa Giusti, annunciò il 4 novembre 1918 la resa dell’impero austro-ungarico e la vittoria dell’Italia nella Grande Guerra. L’altra venne posta il 24 maggio 1950, a cura della Federazione Provinciale Combattenti e Reduci di Latina, con l’iscrizione “A perenne ricordo dei Caduti per la Patria”
Al primo piano, sulla parete del ballatoio, spicca un’opera pittorica intitolata “Il Combattente”, inaugurata il 18 dicembre 2015 in concomitanza dell’83° anniversario della Città di Latina, raffigurante un Reduce della Grande Guerra impegnato nelle opere della bonifica della palude pontina.
Inoltre, a suggellare il legame tra le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, la “Casa del Combattente” e la Città di Latina, l’edificio custodisce il bozzetto in gesso, avente dimensioni di circa cm 30 x 30 x 110 (b x l x h), dell’aquila il cui originale sormonta il Monumento ai Caduti di tutte le guerre presente presso il parco cittadino.
Questo venne realizzato, commissionato dal Comune di Latina all’architetto Oriolo Frezzotti progettista di Littoria, sul finire degli anni ’50 del secolo scorso a seguito dell’iniziativa e dell’interessamento della Presidenza delle Associazioni
Combattentistiche, alle quali il bozzetto dell’aquila venne infine affidato. Infine, ma non perché ciò costituisca ultimo aspetto di rilievo, l’immobile “Casa del Combattente” è sottoposto a vincolo storico-artistico a seguito di declaratoria del 24.09.2009 con conseguente soggezione alla disciplina di cui al d.lgs. n.42/2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”.
L’art. 20 del Codice impedisce che il bene culturale – qual è l’immobile de quo – venga “… adibito ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione.”.
Per quanto sopra esposto le sottoscritte Associazioni invitano le SS.LL., a vario titolo preposte al governo del territorio, affinché pongano la propria autorevole attenzione sulla problematica rappresentata, manifestando sin d’ora la propria disponibilità a poter essere ricevute attesa la ferma volontà di giungere ad un bonario componimento con l’Agenzia del Demanio attraverso l’autorevole intervento delle LL.SS. per la permanenza delle stesse nel plesso di cui si tratta.