Coletta e la Raggi la rendita di chi è partito eretico e si ritrova ortodosso

Coletta e la Raggi la rendita di chi è partito eretico e si ritrova ortodosso

8 Aprile 2021 1 Di Lidano Grassucci

Damiano Coletta sindaco di Latina e Virginia Raggi a Roma, 5 anni fa furono eletti come eretici alla “solita politica”. Ora? Tutti e due si trovano a rischio rielezione per “rendita di potere”. Insomma come se Lutero usasse le verità del Concilio di Trento. La storia è così: Napoleone era così tanto repubblicano da farsi imperatore.

Coletta e la Raggi non hanno avversari davanti ma “ambiziosi”, perché gli avversari si sono disciolti al sole come la neve di aprile. Chi è l’antagonista di Coletta a Latina? Chi della Raggi a Roma? Certo Calenda ambisce ma ha la competitività di una Topolino al gran premio delle auto elettriche. Certo a Latina ambiscono in tanti: Zaccheo, Cecere, Muzio, Di Cocco e ciascuno con “ambizioni” diverse, con memorie distinte ma tutti con motori a scoppio e la corsa è “a corrente”.

Significa che a tempi nuovi non puoi rispondere con categorie vecchie, con vecchie culture. I due, Coletta e Raggi, restano “somari amministrativi” (ma stanno imparando) ma sono spartiacque tra un prima ed un dopo che li ha portati ad entrare dentro le comunità che rappresentano. Sono portato di nuovi soggetti sociali e soprattutto il rigetto di retoriche già consumate.

A società nuove vanno trovate persone nuove o si continua a fare fumo al tempo delle batterie.

Coletta e Raggi hanno il vantaggio del potere, quella cosa che volevano “rompere” 5 anni fa è la cosa che vogliono “conservare” oggi.