Principe Filippo: E morto un Re e son contento, è morto un uomo e mi dispiace

Principe Filippo: E morto un Re e son contento, è morto un uomo e mi dispiace

9 Aprile 2021 0 Di Lidano Grassucci

Alle Olimpiadi di Londra il portabandiera americano non abbassò l’asta davanti alla Regina: “questa bandiera repubblicana non si inchina davanti ad alcun re di questa terra”

 

E’ morto il principe Filippo di Edimburgo. Da repubblicano quando muore un Re sono contento e spero nel giorno in cui di Re non ce ne saranno più. Ma sono anche un uomo e ogni, umana morte, mi rende più solo.

Sono figlio giacobino di utopie di eguaglianze che, ne sono conscio, hanno riempito le piazze di sangue. Ma le rivoluzioni non sono cose da balletto, o liriche poetiche.

Filippo era principe consorte, la Regina era la moglie, una moglie longeva anche rispetto a lui che è stato longevo. Non era uomo di fioretto e spesso sparlava ma era un interprete di quello che doveva fare: parata. Gli inglesi nascondono la loro scarsa fantasia nella forma e la monarchia con la sua ripetitività li rassicura quanto noi con la nostra ansia di conquistarci il paradiso abbiamo la necessità di ribaltare il tavolo.

Faranno cerimonie con finti dispiaceri perché, al netto, dei titoli,  Filippo era un uomo, con i suoi vizi, le sue contraddizioni, stretto in una prigione di forme da cui non si è potuto mai liberare. La moglie era, è,  Regina un poco anche Papa. Chissà come gli sarebbe piaciuto camminare per strada da solo, guardare le vetrine, guardare le ragazze per strada, prendere una birra in un Pub e commentare il cantiere per la sistemazione di quella perdita d’acqua a Piccadilly Circus. Insomma, quanto gli sarebbe piaciuto essere semplicemente un uomo.

E’ morto un Re e la nostra bandiera garrisce a festa in alto nel pennone, è morto un uomo e il nostro cuore è a lutto. Ma come sarebbe stato bello per lui essere l’uomo che era e non il re che doveva mostrare.

Lunga vita alla Repubblica che non può morire perché non è caduca come i Re