Ricordo di Stefano Zappalà a tre anni dalla scomparsa

Ricordo di Stefano Zappalà a tre anni dalla scomparsa

15 Aprile 2021 3 Di Lidano Grassucci

Capita… capita di nascere, si vive come si può, si muore quando ci tocca. Poi resta il ricordo. Stefano Zappalà è morto tre anni fa, in questo giorno. La moglie Ida me lo ricorda con puntualità, io mi perdo nelle cose di ogni giorno e alla sua segnalazione “mi ritorna in mente”. Con Stefano ho condiviso il racconto della nascita di un movimento politico, e non è banale. Lui lo fondava, io lo raccontavo con la meraviglia del caso. Mi invitò alla prima riunione di Forza Italia, parevano carbonari, dissi al mio direttore di allora “guarda che questo movimento sarà importante, ci sono tante donne e le donne portano i voti”. Lui mi rispose “non capisci niente di politica”. Sapete come sono andate le cose. Stefano era fondatore, era capace di grandi relazioni, aveva relazioni… metodico, ingegnere e militare, capace di riconoscere e farsi riconoscere. Ed io raccontavo una storia. Facendo ciascuno il suo siamo diventati amici e confliggenti, lui sapeva che ero socialista io come la vedeva lui, non ci siamo chiesti di cambiare opinione ma abbiamo lavorato insieme. Divenne deputato europeo quando nessuno ci credeva e pareva impossibile, prima aveva fatto la stessa cosa come consigliere regionale, facemmo anche un format televisivo che parlava di Europa, si chiamava “Latina, Europa”.

Poi tante cose, ma ogni volta che si arrabbiava con me mi diceva “tu che sei di Crocemoschitto”, ed io “no, sono di Sezze centro”.

E finiva a ridere.

Ha fatto un partito che dura ancora, ha pensato europeo quando stavamo persi a borgo Piave.

Lo ricordo e lo saluto ribadendo che non sono di Crocemoschitto e saluto Ida, mia insegnante di inglese al liceo, lei ricorda quanto ero somaro.