Lentamente assaporare

Lentamente assaporare

20 Aprile 2021 0 Di Lidano Grassucci

Lentamente… Ci sono parole che incontri durante il giorno o che vengono lungo una strada dalla direzione opposta alla tua. Lentamente, allentare la mente o meglio pensare diversamente. Perché se rallenti gli alberi lungo la strada da una striscia indefinita si fanno pini, eucalipto o ciliegi nei giardini, e chi passa nella via diventa un volto e non è chi che sia.

Lentamente come bradipo della mente. Mi fermo, mi prendo un caffè e sento il caldo artificiale nel mio brivido di gelo naturale, come l’onda dopo il riflusso.

Lentamente assaporare… dare sapore alla lentezza. Mettiamo in fila parole per discorsi e quelle qualche volta paiono danzare, paiono descrivere la meccanica del vivere in un mondo dove vecchi motori fanno fumo.

Dove la meccanica celeste è vedere da se che tutto gira intorno a te, mentre noi siamo liberi non perché al centro del mondo ma nel suo meccanismo miliardi di stelle nessuna eguale. E quel dare sapore alla lentezza diventa una donna avvenente che si profuma del suo profumo.

Assaporare lentamente, non badate al senso ma sentite il suono. Ogni parola è nata da un suono e chi ha raccontato ha solo cantato e ne sono rimasti pezzi di suono che chiamiamo parole.

Assaporare lentamente: la ciliegia una per una; una caramella alla menta traslucida che arriva alla testa passando per la gola con un arabesco; il caffè che esce borbottando e entra con il calore di chi è bollito; o la marmellata di visciole che distingui limone, zucchero e l’amaro di una visciola cosi amata da limone e zucchero che diventa una somma più grande di quella di tutti gli addendi.

Lentamente, forse si capisce dal suono di questo scrivere senza canovaccio.

O forse perché è un modo pure questo
Per non andare a letto
O forse perché ancora c’è da bere
E mi riempio il bicchiere

………………………

O forse perché a notte vivon strani
Fantasmi e sogni vani
Che danno quell’ ipocondria ben nota
Poi… la bottiglia è vuota
Francesco Guccini, Canzone di notte N.2
Nella foto: “L’uomo e la donna che bevono vino”  Jan Vermeer