Quando il Nazareno fu curato dall’amore che suo Padre non aveva creato

Quando il Nazareno fu curato dall’amore che suo Padre non aveva creato

1 Maggio 2021 0 Di Lidano Grassucci

… in quell’istante seppe ciò che volevano dire quelle parole del Re Salomone: Le curve dei tuoi fianchi sono come monili, il tuo ombelico è una coppa rotonda, colma di vino profumato, il tuo ventre è un mucchio di grano circondato da gigli, i tuoi seni sono come due cerbiatti, gemelli di una gazzella.

Ma lo seppe anche meglio, e definitivamente, quando Maria si sdraio accanto a lui.

E’ la scena che Josè Saramago descrive minuziosa nel Vangelo secondo Gesù Cristo di un Nazareno che sta male e viene curato nei pressi di Magdala da una donna profumata, diversa da ogni donna. Una donna che “Per tutto il giorno nessuno andò a bussare al portone di Maria di Magdala. Per tutto il giorno, Maria di Magdala, servì ed insegnò al ragazzo di Nazaret, il quale non conoscendola né il bene né il male era andato a chiederle di alleviare i dolori  e di curargli le pieghe che, ma questo lei non lo sapeva, erano nate da un altro incontro con Dio nel deserto”.

Due anime che si incontrano: un ragazzo in lotta con un destino già scritto da un padre che ha un disegno disegnato senza il suo parere e una donna che da felicità ma anche la sua casa è tenuta distante dal villaggio, come a quel nazareno preferiranno un furfante. Ma ora sono l’uno che si dedica all’altro in un tempo in cui non c’è Dio, non ce demonio, non c’è pregiudizio ma l’amore umano di una donna e di un uomo che capisce nell’amare i limiti di essere un Dio.

E’ davanti alla bellezza, lui, è davanti al divino lei. Ma ciascuno dei due è davanti solo all’umano di se stesso. Davanti a quell’atto creativo che crea la vita che non c’è nel piacere che è in istante che li vale tutti prima e dopo.

Due anime in una storia in cui Maria lo vedrà risorto come ora, da ragazzo a uomo, da dolorante a curato, da impaurito ad ammirato.

Dovrà andare per la sua strada, ma per questo tempo sarà se stesso e la ferita che nel deserto Dio e demonio hanno “dedicato” a lui è mutata, seguita, sentita.

Una donna che è bellezza e un ragazzo che è speranza escono dalle loro galere per vivere come lui e lei. Saramago racconta si si fa prendere la mano dalla sua stessa creatura

“Maria di Magdala coi seni imperlati di sudore, i capelli sciolti che paiono fumanti, la bocca turgida, occhi come acqua scura non ti legherai certo a me per ciò che ti fo insegnato, ma resta qui stanotte. W Gesù sopra di lei rispose, Ciò che insegni non è prigione ma libertà. Dormirono insieme…”

Ogni storia anche la storia delle storie la puoi leggere capovolta, capoculo e il figlio del Creatore, e la creatura sono sono un ragazzo e una ragazza, un uomo e una donna, due anime che fanno un tratto di strada insieme. Un tratto.

 

Nella foto: Maria Maddalena. Noli me tangere, opera di Benvenuto Tisi da Garofalo conservata nella Pinacoteca Nazionale di Ferrara