La lucchesina

La lucchesina

4 Maggio 2021 0 Di Lidano Grassucci

luccheina s. f. [der. di lucchese]. – Nome dato un tempo nel Lazio e nell’Umbria a un tipo di coperta da letto, di cotone bianco pesante, o, più raram., di lana (a Roma detta anche coperta di Lucca).

Dizionario enciclopedia Treccani

 

Ohi fa friddo… Strano il freddo di maggio, è sapido di aria nuova ma sempre da brivido. Il cielo si fa grigio e chi timido si è “spogliato” sente il bisogno di un sole che non c’è. Allora ecco quel piccolo mantello che pare necessario quando se fosse caldo sarebbe superfluo da non considerare. Mia nonna chiamava la copertina lucchesina per antichi commerci in cui i telai stavano in lucchesia e da lì veniva il la possibilità di questi manti. Manti che non erano per tempi brevi ma accompagnavano vite e vite, si davano in dote: erano dei bimbi, poi dei ragazzi, poi da adulti si passava la mano, e la copertina tornava quando il tempo non aveva più forza per età. Salvo le donne che erano abilitate al freddo in ogni tempo, non dovevano giustificare i brividi ma “pretendere” la lucchesina. Era un mantello che non scaldava di suo, ma conservava il calore tuo.

La lucchesina si passava di madre in madre e ha salvato anche i soldati che scappavano in Russia dal freddo ingiusto di un mondo che avevano aggredito. Gli altri soldati no, ma gli italiani sì e sopra il pastrano. Nonna mi avvolgeva quando tremavo di febbre, prima che mi arrivasse il brodo caldo. Poi ogni volta che c’era da tremare, ma mai da temere per il soccorso di questo amore.

Una coperta per tenere il calore, per far si che il mondo fuori non fosse affatto dentro, anzi a fare un nido con se stessi in un angolo di mandi caldo anche in un maggio che si avvia poco clemente, inclemente. Poi timido il sole e non ci sarà memoria.

Ohi fa friddo…

La mattina presto che albeggiava mio nonno mi prendeva come un fagotto vestito di lucchesina sopra gli abiti e andavamo in viaggio fino al piano, piano piano, e il tepore del letto restava con me, poi piano piano il sole faceva il suo, e la lucchesina ritornava la sera quando il sole andava a morire. Tempo di un tempo in cui si viveva nell’aria.

Una signora brivida di questo cielo che si fa grigio servirebbe una lucchesina da poggiare sul le spalle per garbo antico, per garbo dimenticato di quando c’erano cavalieri e dame non  banali trame.