Il buio nelle mani, racconto sperimentale in forma impoetica

Il buio nelle mani, racconto sperimentale in forma impoetica

6 Maggio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Il legno di colpo
mi ha portato il tuo contatto,
la mandorla mi annunciava
la tua morbidezza segreta,
finché si sono strette
le tue mani sul mio petto
e lì come due ali
hanno concluso il loro viaggio

Pablo Neruda, Le tue mani

 

La storia si svolge senza luce. Sapete, la luce ci riempie il giorno poi, di notte, abbiamo acceso mille candele elettriche, schermi retroilluminati, fuochi di ogni ordine e grado, vetrine, automobili con i loro fari, razzi micidiali. Abbiamo, minuziosamente, acceso tutto quello che evitava il buio, fino ad accedere le stelle che del buio erano complici, dame, pensieri.

Ma qualcosa mi manca, mi manca il buio. Mi manca il buio che mi avvolge, che ci segna ogni passo senza vedere. Mi manca il buio e il vedere cancella il sentire, l’odorare, il tatto, lo scenario. Mi manca toccare con mano il sentiero.

Salivo sul monte oltre la linea delle case, dove il sasso è vivo, roccia di calcare. Dove la luce dell’ultimo lampione è lontano, e le case dono distante anni luce alla loro luce.

Toccavo le rocce, toccavo il sentiero, toccavo la mentuccia che mi rimaneva nelle mani, l’ortica con gran fastidio, le spine delle siepi e “sentivo” un mondo. Poi il giorno dopo, a luce piena, andavo a vedere se era giusta la mia mappa senza luce, come cartina della parte nascosta della luna.

Confesso che lo feci anche per scoprire come era viva la vita e al buio segui la perfezione che hanno le grazie di dame coricate in prati senza luna del frescore di luglio e segnavo le proporzioni, le sensazioni che fa la pelle alla pelle scoprente. Dicono tatto, con tatto, tatto che sfiora erba giovane, fresca di temporale, rugiada al mattinale nel nuovo giorno. Distesa al buio, tatto come stoffe da sentire al buio per non giudicare alla vista e farsi abbagliare, ma sentirle sulla pelle per farsi scudo al gelo se gela e alla calura se non c’è frescura.

Il buio ora lo sento e mi oriento, riconoscerei tra mille questo oriente stringente.

Ho visto al buio pesto, ho sentito a luce piena, per non banalizzare questa vita che non si vuole accontentare e è blu il fondo del mare che posso sentire.

 

Nella foto: Creazione di Adamo”, Michelangelo volta della Cappella Sistina.