I 9 neanderthal del Circeo e Mussolini nello stesso tempo di Coletta
8 Maggio 2021“L’illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva: la storia insegna, ma non ha scolari”
Antonio Gramsci
Ritrovati al Circeo i resti di 9 uomini del Neanderthal.
Oltre ottant’anni dopo la scoperta – nel 1939 – del sito paleolitico della Grotta Guattari a San Felice Circeo, in provincia di Latina, una nuova ricerca della Soprintendenza archeologica di Frosinone e Latina in collaborazione con l’Università di Tor Vergata ha portato alla scoperta di reperti fossili “attribuibili a 9 individui di uomo di Neanderthal”. “Un ritrovamento eccezionale”, per il ministro della Cultura Dario Franceschini
(Fonte Tgcom 24)
La notizia è questa, il ritrovamento nella Grotta Guattari a San Felice Circeo. La leggo e la rileggo, ma cosa leggo? Mi interrogo perchè qui da noi va come unico verbo quello che dice che qui non c’è mai stato nulla e nel ’32 per miracolo avviene tutto si “bonifica”, si porta il “bene”.
E questi omini del Circeo?
“Con i nuovi ritrovamenti – ribadisce il direttore del servizio di antropologia del Sabab Lazio Mario Rubini – il sito del Circeo diventa “assimilabile per importanza a quello di El Sidron in Spagna o a quello di Krapina nell’ex Jugoslavia. La cosa incredibile al momento è che ci ha restituito molti individui, tanti da accendere una luce importante sulla storia del popolamento dell’Italia”.
Ma come è una roba più importante del razionalismo? Significa di più di Duilio Cambellotti? E che ne dirà il sindaco di Latina Damiano Coletta che da sinistra dice che Mussolini è nella nostra storia nello stesso tempo di Sami Modiano e Liliana Segre?
Qui c’era gente, popoli, che non ci dovevano stare? Il ministro Dario Franceschini esulta “straordinario”. I giornali e le tv ne sono piene, ma qui tutto aveva fatto il Duce e prima nulla c’era manco la storia.
Ma vedi quando dici cose idiote, poi la storia ti smentisce, la verità ti ridicolizza.
Qui la storia non è venuta per “gentile concessione” del Capo, ma ci è nata per libertà di chi ci è vissuto e non “nello stesso tempo”, ma in ogni tempo.


