La legge contro l’ignoranza e ho visto Fedez per la prima volta a Lol.

La legge contro l’ignoranza e ho visto Fedez per la prima volta a Lol.

8 Maggio 2021 0 Di Maria Corsetti

Però, come si fa a essere proprio sicuri di non essere neanche un po’ razzisti?
Se vogliamo essere proprio sinceri con noi stessi
Quasi tutti sentiamo uno strano senso di minaccia di fronte a qualcuno che è diverso da noi
Ammetterlo con un po’ di vergogna è forse l’unica strada
Per arrivare alla totale eliminazione del problema

Da Incontro di Giorgio Gaber

Un’idiozia conquistata a fatica 1998/1999

https://youtu.be/Qf8DN9cJ0Hw

 

 

Dunque, non mi sono appassionata alla vicenda finché non l’ho incontrata su queste pagine.
Ho capito che faccia aveva Fedez quando ho visto Lol. 

Naturalmente mi è piaciuto perché mi è piaciuto Lol e mi piace Mara Maionchi. Lì in mezzo ci potevi mettere chiunque e ci stava bene.
I tatuaggi mi piacciono solo addosso a qualche tamarro vero e non mi sembra questo il caso.

Le unghie smaltate mi piacciono principalmente addosso a me, ma correva il lockdown 2020 quando ho rivisto, dopo 12 anni, le mie unghie al naturale e le ho apprezzate al punto che ancora sono così.

Arrivo dagli anni ‘70, dalla coda degli anni ‘70 in realtà, e ho usato, come tanti garbati commentatori di oggi, le seguenti parole: mongoloide, handicappato, frocio, puttana.

Le ho usate senza contrizione alcuna.

Negli anni ho eliminato, senza che me lo consigliasse nessuno, ogni vocabolo che facesse riferimento alla disabilità e mi dà piuttosto fastidio quando sento qualcuno farne uso.

In seguito ho eliminato anche puttana. Occasionalmente riaffiora, anche nelle varianti mignotta e zoccola. Ma in genere il contesto in cui lo uso non ha nulla a che vedere con le abitudini sessuali di chi, a mio parere in quel momento, merita certi appellativi.

Così come frocio, che non ho mai utilizzato per definire l’omosessualità, ma come dispregiativo generico.
C’è stato però un momento in cui non c’era, o almeno era poco conosciuta la definizione di omosessuale così come quella di disabile e quindi si ricorreva a parole che oggi ci indignano. Quindi il disabile fisico era storpio e il disabile mentale era matto.

 

Diciamocelo, quando abbiamo studiato l’antica Grecia in tutta la sua grandezza, in una genialità perduta, quando Achille e Patroclo ci sono apparsi più che amici che l’amicizia non poteva giustificare un massacro così feroce di Ettore, come ci siamo rimasti? Anzi, come ci siamo rimaste, visto che forse le sensibilità maschili hanno intuito prima e di più. Sulla condizione della donna ad Atene ci sarebbe da dire, almeno nella vituperata Sparta, che con spartano si intende qualcosa di rozzo ed essenziale, le donne potevano imparare a leggere e a scrivere, si allenavano in palestra. Poi a Sparta qualche bambino veniva gettato dal monte Taigeto. Ma parliamo di millenni fa. Certi secoli si possono studiare, amare e anche odiare. Capire è meno possibile.

Ammetto di aver praticato per un certo periodo l’espressione scemo di guerra, senza conoscerne il significato e quindi sentendomi al riparo. Potere dell’ignoranza.

Potere di un’ignoranza che ormai si argina a colpi di leggi e decreti.

Il diritto contro l’ignoranza. Questa cosa mi rattrista.