Coletta e l’antifascismo modello fustino di Dash. Per parlar di Spinelli
10 Maggio 2021Le strade hanno nomi che servono per orientarci, nomi che raccontano le cose di quel posto se in quel posto sono capitate cose. I nomi delle strade non si mettono come il sale nell’acqua della pasta a manciate, ma vengono da se. Quando Altiero Spinelli sognava l’Europa i nostri nonni l’avevano girata in armi, anche sconfitti, in seguito gli ordini di un Duce che era più feroce che forte. Quel Duce che mandò Spinelli in esilio, ordinò un poco di omicidi (Matteotti, Amendola, i fratelli Rosselli… solo per tenermi allo stretto), fece le leggi razziali, dichiarò guerra a 19 paesi diversi. Mandò a morire 400 mila ragazzi italiani in tre continenti.
Io non entro nel merito se è giusto intitolare una strada a Spinelli (quella interna ai Giardinetti), ma mi chiedo perché se i nostri valori sono quelli di Spinelli non si toglie la cittadinanza a Mussolini. Non si può stare con Cesare e con Bruto, non si può stare con i turchi e con i veneziani, con Golia e con Davide.
Bisogna scegliere sempre e saper essere partigiani. Finestra ha fatto la citta del ritorno alle origini, lui aveva quei valori, chi ne ha altri non può dire che “fa lo stesso”, perché così dicendo si offende e offende gli altri.
Altiero Spinelli era europeista ed esserlo dentro una guerra tra europei non era facile, ma lo era perché aveva davanti i nazionalismi alla Mussolini, come vedete o l’una o l’altra non l’una e l’altra.
La botte piena e la moglie ubriaca non si può.
Naturalmente nessun “antifascista” di qui ha sollevato le “contraddizioni”, si è sempre comodamente antifascisti lontani.
Qualcuno proponeva due fustini di detersivo al posto di uno di Dash, e quello rifiutava. Ecco una cittadinanza onoraria a Mussolini non si “lava” con due date una a Modiano e una alla Segre, e neanche con una via a Spinelli.
I valori non sono detersivo: se stai con Cesare non stai con Bruto. Io sto con Bruto e col Senato…
Sempre togliendomi il cappello davanti a Claudio Sperduti sindaco di Maenza che la cittadinanza onoraria a Mussolini l’ha tolta.


