Gli occhi sull’orologio degli occhi che non c’è

Gli occhi sull’orologio degli occhi che non c’è

20 Maggio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Gli occhi sono lo specchio dell’anima e, in qualche maniera, rivelano ciò che sembra occulto. Ma, oltre alla capacità di brillare, essi posseggono un’altra qualità: fungono da specchio sia per le doti racchiuse nell’animo sia per gli uomini e le donne che sono oggetto dei loro sguardi.

Paulo Coelho

 

Il gatto mi guarda con occhi grandi, ma non cattivi. Sul suo muso gli occhi sono come iperdimensionati per il bisogno di “catturare” il mondo. Mi guarda, lo guardo, ci guardiamo. Lui è gatto non parla, io sono umano non dico, ma ci salutiamo. Lui è predatore, io sono capace di umane malvagità, di straordinari errori, ma non solo.

Gli occhi del gatto mi dimensionano, potrebbe farmi le fusa (come fa) o attaccare, o fuggire. Ma sta.

Questa lettura oculare mi sta dentro ora, che cerco di cercarla. Intorno ci sono incontri, che se non guardi non sono mai avvenuti. Occhiali per non darsi a vedere.

A Venezia, durante il Carnevale, la libertà era una maschera dallo sguardo fisso. Ma gli occhi…

Gli occhi rendevano quel fisso un mobile sentire della vita. E le anime celate dalla fissità del volto per tutti eguale di maschera si faceva unico negli occhi.

Con gli occhi ho capito ogni sentimento, ogni pudore, ogni impudicizia, ogni gioia. Volti che potrebbero tradire recitazioni ma gli occhi no.

A teatro gli attori imparano le tecniche delle espressioni, gli occhi no. Nella danza le ballerine imparano a far parlare il corpo con i suoi muscoli, gli occhi no. Lo scrittore fa parlare i segni in un foglio bianco a chi lo legge e scrive il vero o gli inganni con il medesimo tono per chi legge, gli occhi no.

Gli occhi sono capaci di una cosa che è strana cosa: di riprodurre il mondo nell’anima. Di fare di ogni visto una Cappella Sistina.

Gli occhi nel vedere sono “costretti” a farsi vedere. Nel sentire ad essere sentiti, costretti a mostrare la verità del profondo, nel profondo.

Siano azzurri, verdi, marroni, blu o nelle mille varianti di grigio. Il colore è la luce che restituiscono avidi di quella che hanno preso, compreso, capito. Animo profondo.

Ciascuno sguardo è “solo”, “unico”, “irripetibile”.

Ma come sarà lo spazio profondo?

Sarà un viaggio dentro un guardare. Tonalità di verde, di azzurro, di blu.

C’è il sole e la luce trapassa ogni cosa, invadente, che rede tutto così illuminato da essere indifferente, ma nello sguardo leggi la luce che ritorna, che si fa unica nelle tonalità di verde, di azzurro, di marrone o di blu.

La ragazza lo sa
come non farmi dormire
la ragazza lo sa e lo sapeva già bene
ancora prima di uscire
lei cammina dondolando
e non ancora al portone
sperimentava su me
il passo poco innocente
di chi innocente non è.

Ivano Fossati, Mio fratello che guarda il mondo

Ma è solo il guardare con gli occhi di umano gli occhi di un gatto, con la luce la libertà dalle tenebre e gli occhi si velano delle corse dei pensieri che pensare non è tempo e saluti il micio in questo scambio di niente essenziale e lui ringrazia te. Come occhi sull’orologio degli occhi che non c’è

Nella foto: Amedeo Modigliani, il mistero degli occhi