Diverso, di verso: viaggio breve tra le rime libere per spiegare l’anarchia

Diverso, di verso: viaggio breve tra le rime libere per spiegare l’anarchia

21 Maggio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Felice chi è diverso
essendo egli diverso.
Ma guai a chi è diverso
essendo egli comune.

Sandro Penna

 

Il verso gela in un passo, la lunghezza di una marcia. Non dobbiamo cercare di tirarci fuori dalla massa, ma nella moltitudine delle cose essere noi stessi.

Cammino piano, assorto nelle mille cose che rifioriscono. Cammino piano, dentro le cose che sfioriscono. In questo tempo torna il verso di un poeta, Sandro Penna, uno di quelli che incontri da ragazzo nel cercare di capire il mondo e “rubi” ogni verso che incontri, poi cento li cancelli, alcuni ti tornano.

Ci si omologa per la paura di essere strani, ci si normalizza senza badare se la norma schiavizza, mostrizza, ci fa tutti eguali ma egualmente brutti.

Perchè il nodo non è acchiappare la bruttezza, ma isolare le mille bellezze che ci sono. Guai chi è diverso essendo egli comune è un manifesto.

“Finché tu credi alla verità, tu non credi a te stesso e sei un servo, un uomo religioso. Tu solo sei la verità o, piuttosto, tu sei più della verità, la quale senza di te non è proprio niente.”

Max Stirner

La consapevolezza di essere noi fa la libertà di essere liberamente, ogni diversa consapevolezza è carcere al verso che deve suonare come vuole, arrivare come può, ed essere ripreso quando è.

Camminavo in una strada che annunciava, forse il sole, e… mi sono tornati versi che poi si sono fatti questo dire, questo gioco di cose di quando pensavo

E adesso aspetterò domani
Per avere nostalgia
Signora libertà signorina fantasia
Così preziosa come il vino
Così gratis come la tristezza
Con la tua nuvola di dubbi e di bellezza

Fabrizio De Andrè, Se ti tagliassero a pezzetti

Libertà e fantasia che fanno l’amore da perdere il fiato e l’anarchia è testimone di questi ingredienti del creato

 

Foto: Golconda di René Magritte