Candidati sindaci a Latina: Da città del razionalismo e del cemento a parco irrazionale degli alberi

Candidati sindaci a Latina: Da città del razionalismo e del cemento a parco irrazionale degli alberi

25 Maggio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Come sapete non mi candido a sindaco e questo mi autorizza ad impegnarmi per il mio non programma. La polica a Latina è stata tutta una “urbanistica”, da sempre tutti “urbanano” questo lembo di terra. Urbanistica è la parola più gettonata considerando questo territorio uno spazio vuoto dove metterci sopra qualche cosa. Qui non possiamo vedere la campagna, gli alberi, i canali. Qui dobbiamo fare in serie palazzi Key, Icos, capannoni industriali mai industriati, aree industriali senza industria ma con deliri di asfalto e rose di cemento armato.

Così vero che abbiamo per feticcio i muri eppure abbiamo di bello i parchi. Delirio antiestetico, i fascisti fecero quadro e squadro i democristiani le villette, tutti i capannoni e nessuno che ha piantato un albero, fatto un bosco.

“Urbanisticano” tutti e in Comune mai parlato dei Parco Nazionale che, per noi, è solo “riserva ancora da edificare”. Il cartello che indica Latina dice… città del razionalismo (riferita alle case) e non città del parco (riferita alla bellezza).

Il mio non programma? Buttare giù tutto quello che non serve: case, capannoni, stabilimenti industriali dismessi, e piantarci rose, alberi, ciliegi… Arredare le strade di alberi. Fare un parco di campagna che va da fogliano a Parco san Marco e poi ai giardinetti, alla Q4, ai lungocanali e poi oltre. Buttare giù ogni costruzione che non serve per piantare il verde che ci è necessario. Da Ninfa a Fogliano, dal Cavata all’Astura

Latina città dei parchi e “irrazionale”, città dell'”irrazionalismo”, dell’anarchia della natura.

Insomma, capoculiamo la nostra storia e torniamo ad essere umani: non uomini nuovi del fasciocomunismo, ma uomini veri dell’umanità.

L’urbanistica è come continuare a viaggiare con il cammello nell’era dei viaggi su Marte