Le mani nello sguardo estremo a se stesso
25 Maggio 2021Mi guardai le mani. Si, le mani. Eppure sono lì cn me da sempre, a differenza del volto le mani si possono vedere realmente, come sono, come le vedono gli altri. Guardai le mani, notandole. Guardando richiamai alla testa tutte le mani che avevo visto, e cercavo tra queste quelle più simili alle mie. Mani che viste a paragone non trovavo dimensione. Poi, mi venne da pensarle nel fare, nel manipolare. Nel muoversi nello spazio, nel disegnare.
Mani, mani, mani e carezzo lieve la seta, il lino, il cotone. Già, ora ricordo, era quello che facevo nel laboratorio di mia madre, quando nelle stoffe volevo capire le differenze del mondo. Seguivo con le mani le trame dei tessuti, i tessuti indossavano un poco me.
Mani sotto l’acqua del rubinetto, mano nell’acqua ferma del canale. Mani contro l’aria che fa la corsa dell’auto dal finestrino. Mani
Mani a disegnare le curve si un paradiso con la terra bagnata, fango tra le dita. Giro la mano a fare coppe, poi linee rette, curve. Figure manipolate.
Tra le mani l’acqua e la terra, fango tra le dita. Misure perfette nella profondità della vita. Mani che ora fanno, mani nel fango. Mani che rivestono di seta quel corpo assetato che è l’immagine che hanno dentro i saggi alla vita.
Mi guardai le mano e plasticavano la vita nel tessuto che ha la pelle. Accarezzo la mia micia, ha un pelo folto morbido, e segue con il corpo sinuoso la mia mano. Se la prende, se la ruba, se la stampa se la vive, se la sente.
La mano, vedo la mano di una pianista sul piano: tasto neri, tasti bianchi, tasti che suonati fanno musica,
Mani delicate sul muso della micia che spinge come a chiedere la corsa della mano sul suo corpo.
Mani che trasformano il mondo, caldo e freddo nelle mani. Sulle mani, nelle mani.
Guardo ora altre mani, sulle mie, come alchimie. Antichi esperimenti di mani che fanno di bronzo oro, di oro la vita.
Mani, e mi scopro nelle mani. Mimo vestito di nero e burattini.



eh oggi sei anche poetico