L’albero, la bimba e una lezione di bicicletta
15 Giugno 2021Se puoi fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
e rischiarlo in un unico lancio di una monetina,
e perdere, e ricominciare daccapo
senza mai fiatare una parola sulla tua perdita
Se riesci a riempire ogni inesorabile minuto
dando valore a ognuno dei sessanta secondi,
tua è la Terra e tutto ciò che contiene,
e – cosa più importante – sarai un Uomo
Rudyard Kipling, Se
Una bimba guarda l’albero in giardino, è grande, pare impossibile. Sopra chioma di foglie, così grande che oscura il sole. Lei ci gira intorno, lo studia lo scopre, lo legge. L’albero è impossibile, il gatto fa due balzi ed è già tra i rami a caccia di nidi, pare un acrobata, lo scoiattolo va più in alto che non vuole incontrare il gatto.
La bimba ora sorride alla scena e prende coraggio, un giorno è passato e lei è un poco più grande, più sicura di un giorno a cui ne sommerà un altro ancora.
Ora si guarda intorno, non c’è alcuno e può provare. Prova e cade, ma non piange perché deve riprovare. Guarda la strada che ha fatto il gatto per stare in cima, cerca i rami che accolgono come braccia di madre a fare da scalino. Già. ogni bimbo, ogni bimba imparano dall’amore per amore.
Mia madre mi insegno a camminare scalzo per fare più dura la pianta del piede, per farmi sentire che la terra battuta è diversa dalla breccia dello stradone, che l’erba verde da un’altra soddisfazione e quella secca punge e si fa infingarda. Impara… piangevo, poi un passo, poi un altro, è finita con la corsa. Ma il coraggio non era il passo ma il suo volto sereno che rendeva normale questa scoperta eccezionale di poter camminare.
Poi decise di un nuovo albero grande, dovevo imparare a correre in bicicletta. Detta così era facile decisione e chi non sa andare in bicicletta? Ma ricordatevi prima, prima di aver imparato, quando prenoti già la rovina delle ginocchia e forse del muso.
Mi disse “dai io reggo la sella”, “non puoi cadere”. Lei non poteva lasciarmi andare giù ed ho pedalato, pedalato e pedalato ancora. Poi ho girato e mamma non reggeva la mia sella, io stavo andando da solo, lei mi aveva lasciato gli piangeva il cuore al rischio di cadere, ma era generosa nel lasciarmi andare. Mi fece la più grande carezza della sua vita e da allora vado in bicicletta per amore mi donò la libertà di cadere nell’opportunità di andare.
“Mamma sono andato da solo”, mi sentivo come i grandi per quanto ero piccolo. Lei sentiva l’orgoglio che ero partito e il mio viaggio non sarebbe stato verso lei ma da lei.
Caddi in bicicletta mille volte, rovinai mille volte, ma ogni volta (ed ero uomo) lei mi diceva “dai ti reggo dalla sella”.
La bimba sentiva la mano di madre e stava sul ramo grande faccia a faccia con il gatto, e lo scoiattolo doveva salire in alto e sparire in un buco che aveva fatto un picchio.
La bimba si girò, si accorse solo allora che da una finestra avevano seguito le sue gesta, stava andando lontano e sorrise.
Nella foto: Gustav Klimt, Madre con bimbetto


