Il libro che sto leggendo
16 Giugno 2021Se, se… se avessi davanti a me il destino gli parlerei da uomo a fato e intavolerei un discorso con lui. Vero che ci siamo trovati spesso faccia a faccia, ma io organizzavo ogni cosa e tutto pareva andare come io volevo fare. Invece, ora che il tempo è passato un poco, ma da poco poco, scopro che invece è tutto un altro gioco.
Ci parlerei ma non di appuntamenti passati, ma di menti appuntate a domani. Intorno il mondo gira, sono fermo ma tutto gira. Il destino ha la faccia con i dubbi di lato, il destino ride alla richiesta di certezze e mi spiega il precario che è il vivere stesso.
Mi dice guarda intorno e non metterci il contorno. Sto centellinando questa consapevolezza, in un lento che non è da me. Correvo a perdifiato, ora no, mi fermo a prendere fiato.
Sto leggendo un libro, l’ho letto di petto, poi ci ho pensato sopra appunti forti, fitti fitti. Il libro racconta anime che si allungano in giorni assolati si fanno sottili, alte di altezze che non immaginavi. Fa male la testa questo pensare e si allunga in camminamenti fatti per sentire quel che c’è da sentire.
Chiudo il libro per un poco, per sentire il capitolo che è stato, quello che sarà non lo so e non importa qui non è la trama che conta, conta la trasformazione profonda.
La storia è dentro nelle viscere e dalle viscere esce presente e muta la considerazione che ho di me e inevitabile lo sguardo sul mondo. Tra le righe del libro ci sono trame di domande, tra le righe del libro ci sono risposte non banali, tra le righe del libro ci sono le parole da trovare che ti vengono a trovare.
Cacciatore di lumache, cacciatore di germogli, cacciatore di tempo perso. Cacciatore perso di parole che non si fanno in umido, o si conservano in salamoia ma amano i pensieri cui si associano per il tempo della loro società.
Eppure ho incontrato questo libro dove la lettera, chiama altra lettera, dove ogni cosa è come la prossima caramella che è solo l’annuncio di una successiva.
Dicono che un Dio si innamorò di una donna, eppure aveva creato la donna, ma non aveva creato l’amore che per la prima volta su sé provò e a crearlo fu lei, ne fu rapito. Lei o accolse, lo fece sentire fatto uomo e l’immortalità era un prezzo troppo alto da pagare all’ignoranza dopo questa scoperta. Tutto cambiò, scopri dubbi e pene, ma anche profumi. Ma questa è storia di Dio, noi siamo uomini.
Che libro strano.
Mi guardo allo specchio è mattina presto, la luce viene dalle montagne. Sarò in salita, ma andrò a respirare, scoprirsi fa male alle prime ferite, poi le guardi le cicatrici e non ricordi il dolore ma la battaglia.
Che strani libri, che strane storie. Un cane cammina spavaldo, si sente sicuro, alza il muso, guarda curioso del suo cacciare si sente lupo, poi lo guardi forte e si fa cucciolo. Una mano di donna lo rassicura.
Cuccioli e lupi, forse il libro parla di questo.
Destino, Dio, uomini, libri e animali… che film la vita
Ma che film la vita, tutta una tirata
Storia infinita a ritmo serrato
Da stare senza fiato
Ma che film la vita, tutta una sorpresa
Attore, spettatore tra gioia e dolore
Tra il buio ed il colore
Nomadi, Ma che film la vita
Nella foto: Federico Faruffini. La lettrice (Clara)Il 1865. Galleria di arte moderna Milano


