Bisogno e bellezza in quel viaggio nel bisogno di navigare
27 Giugno 2021Lo confesso incontrai prima il bisogno così forte che non affrontai la bellezza. restai in arretrato con quella, sempre in debito con la prima. Il bisogno ti guida senza farti discernere le strade basta che abbisogna. Poi, solo poi, e quindi con evidenti ritardi capii che la differenza non è nel tavolo dove mangi, ma nel modo in cui disponi i piatti.
I piatti da contenitori sono diventati il contenuto e mi sono messo a guardare i decori, a cercarne le ragioni ed a scoprirne i torti. Se bassi dal bisogno alla bellezza troppo rapidamente ti senti orfano della semplicità del primo e non della famiglia del secondo.
La bellezza passa da inutile decoro a risoluzione ultima dell’unico bisogno che abbiamo e non è un bisogno materiale, ma il bisogno di vivere, per intero.
Il bisogno è una corsa, ogni bisogno ha fretta, la bellezza ha tempo, tempo da perdere, è tempo a perdere ma quel tempo contiene la ragione di stare qui, altrimenti sarebbe solo una grande digestione.
Ma come la conosci? Come la incontri? Dove gli dai appuntamento?
La bellezza è inquieta, è delirante come gli affreschi di una chiesa. La bellezza è disperante come i versi di un poeta. La bellezza non lascia respiro, invade, evade. Si insinua
Bella
La parola Bella è nata insieme a lei
Col suo corpo e con i piedi nudi, lei
E’ un volo che afferrerei e stringerei
Ma sale su l’inferno a stringere me
Ho visto sotto la sua gonna da gitana
Con quale cuore prego ancora Notre Dame
Riccardo Cocciante, Bella (Notre Dame de Paris)
Viene dal mare, spunta dia vicoli, la trovi in quadri segnati da secoli e in foto di un attimo prima e nei pensieri che si fanno passeggiate in giardini in cui seduto ad una panchina rivedi le cose come si rivedono i film dopo che li hai visti.
La bellezza è un bisogno che non ha più bisogno di essere vero ma di essere libero.
Esce dal mare che fa risacca, si immerge in un bosco chi è mare verde, si evidenzia nel grano. Si tinge di rosso i pensieri, si assale di primavere che annuncia l’estate.
Forse è solo una poesia venuta con versi banali, con canzoni che sarebbero piaciute a mio padre in tormenti, in catene.
O è come una sorpresa bella.
Di amici andati e sempre più mi assale
La noia a vuotar l’ultimo boccale
Come un pensiero che mi si è ritorto
Io da solo e anche se sfinito
La prua indirizzo verso l’infinito
Che prima o poi, lo so, raggiungerò


