I miracoli al tavolo della politica pontina
28 Giugno 2021Avvertenza: Questo è uno scritto ironico. I fatti narrati sono frutto della libera rivisitazione di chi scrive. Inoltre è inutile cercare riferimenti a persone reali perché tanto i nomi quanto i tempi e le descrizioni dei protagonisti sono stati travisati.
Mancano poche settimane alle elezioni amministrative di Latina ed il Sindaco uscente pare possa andare verso la riconferma. Considerando la mia celebre capacità di “cannare” pronostici (superiore perfino a quella del Direttore Grassucci), invito il Primo Cittadino a fare tutti gli scongiuri del caso.
Chissà come farà gli scongiuri un signore elegante della buona borghesia progressista e rispettoso di tutte le differenze. Strofina un corno rosso ma pure uno nero? Tocca ferro, tocca ferra o tocca ferr*? Boh
Sicuramente non bastano gli scongiuri agli avversari suoi che stanno a discutere (pare) di candidati civici per una coalizione politica (brutto segnale). Ma soprattutto lo fanno su stì benedetti tavoli della politica. Tavoli nazionali o locali che siano. Sicuramente sono tavoli patriottici, come l’opposizione lanciata da Giorgiona al Governo Draghi.
Che vorrà poi dire opposizione patriottica mica l’ho capito ancora.
Visto che però dalle nostre parti, in tempo di elezioni, i tavoli politici sono un classico, faccio un piccolo excursus su quello che direttamente o indirettamente sò essere uscito dai tavoli della politica pontina in questi ultimi dieci anni.
Miracoli veri e propri, con taluni sedutisi al tavolo da scudieri ed alzatisi cavalieri ma, spesso, senza cavallo.
Ecco gli illuminanti fatti:
Alcuni consiglieri comunali del Gruppo AmoreePatria invitarono, per un incontro riservato, un consigliere fuoriuscito da un altro gruppo con l’intento di farlo transitare tra le loro fila. Si videro tutti a cena (appunto a tavola).
Nel tentativo di convincere il fuggitivo al passaggio offrendogli ruoli da protagonista, iniziò una guerra tra gli stessi di AmoreePatria, che arrivarono a litigare millantando conoscenze nei vertici delle Istituzioni.
Pare che il malcapitato bloccò alle 23.45 una telefonata diretta al Ministro degli Interni finalizzata, a detta dell’alticcio chiamante, a farlo diventare Prefetto di Grossetto.
Un Sindaco PrimaDonna che si presentava per un secondo mandato, durante un matrimonio, riuscì a promettere, (parlandogli separatamente tra primo e secondo piatto) a due distinti portatori di voti, che se l’avessero appoggiato
alle imminenti elezioni, poi lui avrebbe provveduto a passargli il testimone dopo cinque anni.
I due sventurati, al momento della torta, brindarono entrambi al proprio futuro radioso e, resisi conto dell’inganno, per poco non vennero alle mani.
Nessuno dei due ovviamente fu poi Sindaco. Il Partito Ex Albero Secolare fece venti riunioni per decidere se appoggiare un candidato Sindaco non a loro gradito, ma carico di voti.
Il Segretario della locale Sezione che era dubbioso, infine accettò la volontà della maggioranza del suo Partito e disse che ci avrebbe messo la faccia candidosi come consigliere comunale.
Uno dei sui compagni si alzò: “Hai fatto benissimo e tutti ci daremo da fare per portarti i voti. Nessuno può tirarsi indietro” Il giorno dopo lo stesso che aveva parlato si candidò come capolista per gli avversari.
Una Sindaca Scapigliata, disse ad un tavolo da Bar, che il partito Rosso (pure se sbiadito) deve difendere i proletari (lei era proletaria a 100.000 euro l’anno) e quindi non poteva prendersi un borghese come Calenda, perché le
ideologie contano e la coerenza pure. Non la ricandidarono alle elezioni e la trovarono seduta, dopo una settimana,
al proletario tavolo della Lega.
Davide Facilepenna


