Sindaco a Latina, le due città e il dimenticarci degli uomini per pseudodei
29 Giugno 2021L’amore di sé portato fino al disprezzo di Dio genera la città terrena; l’amore di Dio portato fino al disprezzo di sé genera la città celeste. Quella aspira alla gloria degli uomini, questa mette al di sopra di tutto la gloria di Dio. […] I cittadini della città terrena son dominati da una stolta cupidigia di predominio che li induce a soggiogare gli altri; i cittadini della città celeste si offrono l’uno all’altro in servizio con spirito di carità e rispettano docilmente i doveri della disciplina sociale.
Sant’Agostino, la città di Dio
Forse la citazione è eccessiva, ma rende. Esiste una città, una Latina, immaginata che arriva al “disprezzo di sé” per immaginarsi perfetta, la chiameremo Littoria. Esiste una città possibile, errante, che si piace che chiameremo Latina.
La politica pensa alla prima, si illude di una sua bellezza assoluta che chiameremo urbanistica, una nostalgia di un Eden perduto, che la “bestemmia” democratica ha ucciso.
La destra, il centrodestra, non cerca un candidato ma un Mosè capace di attraversare il mar Rosso. E non c’è. Ma la sinistra non è da meno e pensa che il Messia sia giunto ed è Damiano Coletta, il capitano. Entrambi governano la città divina. Tutto quello che non è di Dio è peccato.
Peccato è il mercato, l’alcol, l’amore, i pub, il mare senza le case, nudo, i palazzetti dello sport, i teatro, le biblioteche, i boschi. Dio diventa “razionale”, le curve sono bandite.
Essendo, tutti, alla ricerca della guida della città celeste la città degli uomini sparisce, cancellata, non considerata.
I pub sono vitali, i ragazzi fanno rumore, in Comune cercano il silenzio dei santi.
Il centrodestra, ma la sinistra non è da meno, cercano (come sindaci) prefetti, questori, giudici mai poeti, mai cantanti, mai saltimbanchi.
Un ragazzo di Latina, Matteo Ciampi, va alle olimpiadi di Tokyo. Una ragazza pontina, Alice Urciolo, viene selezionata per lo Strega con un romanzo Adorazione, per lo Strega, o Calcutta che riempie gli stadi cantando, raccontando.
tre ragazzi, dei tanti ragazzi, che stanno facendo la città degli uomini con i suoi mille limiti e non considerano neanche la città di Dio, perché, semplicemente, non esiste.
Non v’è nulla di più difficile da realizzare, né di più incerto esito, né più pericoloso da gestire, che iniziare un nuovo ordine di cose. Perché il riformatore ha nemici tra tutti quelli che traggono profitto dal vecchio ordine, e solo dei tiepidi difensori in tutti quelli che dovrebbero trarre profitto dal nuovo.
Niccolò Machiavelli


