Festival Pontino, il prestigio della musica torna live con Caroli e Ceresini
6 Luglio 2021È cominciato sabato 3 luglio il Festival Pontino di Musica, organizzato come ogni anno dalla Fondazione Campus Internazionale di Musica nei luoghi più spettacolari e evocativi del nostro territorio. Ad aprire i concerti della rassegna il duo flauto e pianoforte con Mario Caroli e Pietro Ceresini.
Il Festival Pontino di Musica, la gioia di tornare alla musica dal vivo
Nella nostra provincia poche cose testimoniano l’arrivo dell’estate e della buona stagione: in primo luogo l’affogafiato, il caldo afoso e stringente da togliere il respiro, tipico del nostro territorio; il buen retiro sui monti la sera a prendere il fresco; ma soprattutto, a sottolineare con il prestigio degli esecutori, con la proposta formativa e con i luoghi suggestivi che fanno da sfondo ai numerosi concerti, è il Festival Pontino di Musica, organizzato dalla Fondazione Campus Internazionale di Musica a farci capire che finalmente la buona stagione è arrivata. Quest’anno, nella sua 57ª edizione, l’inizio del Festival è ancor di più sintomo di quella ripartenza, che tutto il Paese sta cercando di inseguire, nella speranza che l’epidemia da Covid 19, che l’anno scorso ha costretto il Festival a una versione ridotta e in streaming, sia effettivamente terminata. Fino al 31 luglio dunque, tra il Castello Caetani di Sermoneta, il Giardino di Ninfa, il Chiostro di Sant’Oliva a Cori e l’Arena del Museo Duilio Cambellotti, la musica classica e contemporanea tornerà a farsi ascoltare dal vivo dal grande pubblico, che l’aspettava da ormai due estati.
Sabato 3 luglio, il concerto di Mario Caroli e Pietro Ceresini
La sera di sabato, mentre il sole si tuffava nel mare, nella spettacolare cornice del Castello Caetani, il pubblico iniziava ad affluire all’interno della Piazza d’Armi; le sedie disposte davanti al palco, sembravano anche loro fremere dalla voglia di cominciare ad ascoltare il concerto. Così non appena calato il sole, si sono accese le luci sul palcoscenico, che aveva come sua quinta naturale la Torre e un’ala del Castello. Le note di Mél(anie) Bonis – compositrice francese che dovette nascondere al mondo la sua femminilità per poter essere pubblicata come compositrice – eseguite da Mario Caroli al flauto, sono leggerissime, eteree e sembrano quasi abbracciare il pubblico ritrovato. Nel II movimento della Sonata op. 64, i due musicisti sembrano giocare tra loro, scherzare facendo fluire senza sosta il tema musicale che sembra non fermarsi mai. Il terzo movimento, grazie alle scale pentatoniche, sembra trasportare la platea in Giappone, facendo quasi sussurrare il flauto, sorretto dal pianoforte di Pietro Ceresini che sembra ingrossare la sua trama sonora sottostante, come un fiume in piena.
Dal Giappone alla Francia, un giro del mondo grazie alla musica
Dall’evocazione delle atmosfere nipponiche, ecco invece approdare alla musica di un compositore giapponese, Takashi Yoshimatsu. La sua Digital Bird Suite op. 15, sembra narrare l’epopea della vita di un uccello vista e sentita – soprattutto -, da un uomo. Una composizione che risponde sostanzialmente non a un ritmo umano ma a quello della natura, a quello degli uccelli, che nel mondo cantano in libertà. Le note scritte per il pianoforte dal compositore giapponese sono esaltate dalla grande interpretazione di Ceresini, che grazie al suo tocco misurato, riesce quasi a evocare la leggerezza del volo. Ad impressionare la platea – religiosamente silenziosa – è stata sicuramente Twitter Machine, che ha dimostrato una capacità tecnica straordinaria di Caroli, che riesce sempre a modellare il suono del suo strumento in base alle necessità dell’opera. Una capacità, unità anche a quella di Ceresini, che ha estasiato la platea, soprattutto nell’ultimo movimento, A bird circuit, che proprio come un cerchio sembra girare continuamente su stessa, come una spirale.
Martin, Fauré e Jolivet, la triade europea che porta di nuovo a casa il pubblico
Tornando in Europa si fa tappa in Svizzera, dove il compositore Frank Martin con la sua Ballade, compone un brano musicale, che grazie al suo tema ascendente, sembra non finire mai.
Il ritorno in Francia, nella patria della compositrice Mél(anie) Bonis, prima ad essere stata eseguita nella serata, è ad opera della Fantasie op. 79 di Gabriel Fauré e lo Chant de Linos di André Jolivet.
Nella prima composizione si distingue la strepitosa leggiadria degli arpeggi di Caroli, esaltata anche da un pianoforte, che nel corso dell’opera torna a essere protagonista, dividendo il tema musicale con il flauto e cominciando così un gioco di specchi tra i due strumenti.
A chiudere questa prima serata è l’opera di Jolivet, in cui il tema pianistico sembra sgranarsi, frantumarsi nelle sue continue dissonanze; il flauto che fino a poco prima era stato un dolce suono, ora diventa rauco, acuto, doloroso come un fendente, mentre il pianoforte torna a ondate, ad ingrossare il tessuto sonoro.
In questa prima serata del Festival Pontino non poteva mancare tanta, tantissima emozione, nel tornare di nuovo ad ascoltare musica dal vivo; e così Mario Caroli, che per la seconda volta in un anno ha calcato il palco del Festival Pontino, racconta questa serata:
Ieri suono il mio primo saggio da un anno (e l’anno scorso era di nuovo qui, al Festival Pontino). Programma gigantesco, tra cui il CHANT DE LINOS di Jolivet, la PALLADE di Martin, la FANTAISIE di Fauré e la SONATA di Bonis e la SUITE DIGITALE DI Yoshimtsu.
Per incontrare di nuovo un pubblico che è venuto per ascoltarti, applaudirti, guardarti e forse amarti è stato qualcosa di forte e impossibile da descrivere a parole.
Ringrazio il meraviglioso Pietro Ceresini che condivide il palco con me, con professionalità e grande sensibilità.
Mi sento, ho bisogno di abituarmi di nuovo per stare da solo sul palco. Questa pandemia è stata un tifone violentissimo nella vita di ognuno di noi
Che la musica salvi il nostro futuro


