Sensibile

Sensibile

7 Luglio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Sensibile. Parto da una parola, la scompongo: sensi che interessano la bile, le viscere, la vita. I sensi sono il confine del nostro corpo con l’universo e quando sentono rimandano dentro… all’anima che sta, forse, negli organi della vita. Sensibile all’aria, calda o fredda che sia e oggi mi “sfiato”, mi manca il respiro. Poi questa notte quando la sera sarà lontana sentirò il fresco come se l’afa fosse dimenticata, la pelle farà brivido ma sarò sempre vivo.

Sensibile la mano che coltiva i fiori, gli occhi che ne ammirano il colore, il naso che ne sente il profumo e l’orecchio che li sente sbocciare.

Sensibile il senso delle cose che apparentemente non hanno senso, che paradossalmente perdono il senno.

Già il senno, quello che Orlando cerca dall’altra faccia della luna ma lo fa con un ippogrifo capace di un impossibile volo e il senno già non c’è nella storia.

Sensibile un silenzio all’opera prima che il direttore dia il via all’orchestra ma prima si inchina davanti al pubblico che stupirà.

Sensibile una bellissima gatta con il suo micio insegna ad esplorare ma lo lascia fare e lui cade, la guarda, non si sente solerte a alzarsi su quattro zampe. Lei lo guarda con il cuore che piange ma non muove per “salvarlo” ma attende che si “salvi”. Il micio piange, poi guarda gli occhi di lei, capisce che deve salvarsi come si è salvata lei con una madre di altro amore. Ed ora è un micio ardito, anzi un gatto capace di essere generoso perché sicuro.

Sensibile è un racconto che fa di conto con i conti della vita ma non insegna, non spiega, non risolve ma fa perdere il tempo che altrimenti sarebbe timore di tempo da non perdere ed è per questo perduto.

Sensibile è un albero che appare fermo alle sue radici mentre lui viaggia verso il sole con la sua chioma e nessuno lo sa, lo immagina tranne una bimba che cresce anche lei nel medesimo modo.

Sensibile…

 

Foto: Magritte, Corde Sensible