Il ritorno della ciocetta ma fighettina, made in Germany e con ferita da Ponza
30 Luglio 2021“La ciociara va a Caserta co na ciocia rotta e l’atra scinciata”
Me la cantava nonno Lidano con il tempo dello stornello. Ma nonno non poteva sapere che la “ciocia” reietta al tempo delle sviluppo diventa figa al tempo del covid, al tempo della resilienza dello sviluppo compatibile.
Certo adesso la ciocia si chiama “Birkenstock” è fatta in Germania, brutta come quella di Frosinone ma vuoi mettere,
Ed ecco uomini fatti in giro con ditoni all’aria piena, caviglie di tori in andropausa, e colori di pelle dal pallido all’impallidire. La ciocia originale “made da nu” aveva la suola di caucciù le stringe di pelle di vitello e piede e gamba erano avvolte da una stoffa di lana grezza tipo orbace e la stringatura slanciava la “iamma”, il polpaccio, ignorante.
Quella tedesca fa nani i giganti, papere le aquile, “n’se po vedè”.
Ma il tempo cambia ed il burino si compera il mocassino, il borghese la ciocietta tedesca. Come con la bicicletta che prima era da “coloni”, oggi da “fighetti urbani”.
E la sfiga è mia: quando giravano ciociati era di moda il mocassino inglese, ora che sembriamo di Oxford va di moda la calzatura di compà zappitto. Sempre fuori tempo, controtempo.
Stamane al bar si presenta Gianni, il guru (influencer, modello) di tutti noi noi “ciociarizzato” , ma con la ferita da Ponza e non è cosa da poco prima sapevo di ferite da sassi al massimo erano da cava di Petrianni.
Iammo annanzi, bello è comodo.
Libera ciocia in libero bar.
Nella foto: ciocetta da bar originale made in Gianni


