La gallina e la volpe

La gallina e la volpe

2 Agosto 2021 0 Di Lidano Grassucci

Le persone le capisci dagli occhi, ci sono quelli che hanno la forma dello sguardo delle galline e talune, talune altre, più rare che nel medesimo sguardo sono volpi, gatti, gufi. Questa storia parte dal lessico dello sguardo vuoto per comprendere la differenza con quello pieno, parte dalla scienza di mio padre costretto a governare le galline lasciate in eredità da mamma e il ritrovare quella conoscenza empirica in una vita altrettanto empirica, la mia. Sguardi di galline e sguardi di volpe…

La gallina solo di piume è ricoperta
E sta sempre rinchiusa all’aria aperta
E non prova invidia né avversione
Neanche verso le pecore
Che le passan davanti col maglione.
Tutte le pecore nella loro superiorità superba
Gli passan davanti con un maglione di chasmire
E con un bottone proprio qui sul collo.
L’unica cosa calda che ha sono le uova
Che ci dà sempre fresche.
La gallina
Non è un animale
Intelligente
Lo si capisce,
Da come guarda la gente.

Cochi e Renato, La Gallina

 

 

Mi accolsero… mio padre mi spiegò le galline dicendo che “dallo sguardo si capisce che non sono intelligenti”.

Mio padre aveva occhi azzurrissimi, vispi, che forse rubavano allo spettro dei colori quel colore ma lo restituivano.

Sarà per questo che guardo negli occhi, per vedere galline che hanno paura, o persone che hanno la generosità di ridare la luce che prendono.

Mi accolsero due occhi, una mattina di un giorno, per dirmi che erano un libro da leggere, un libro che aveva trama che mi avrebbe sorpreso. E’, dio mio le cose che dicono gli occhi, eppure dovrebbero rapire le cose del mondo e non donare.

Ma così andò la mia storia con gli occhi. Non c’erano lacrime o sorrisi, ma solo istinto che passava negli occhi. Io, poi, ho avuto difficoltà a dirlo, ma perché questi occhi? Non lo so mica, ma non lo sa neanche il fato è così, avviene. Le cose avvengono, nel senso della parola: gli incontri ti vengono incontro e tu li accogli salutandoli.

Mi accolsero occhi sgranati, sorpresa di esploratori d’Africa che arrivavano per la prima volta da altrove, da un altrove che lì non sapevo neanche ci fosse. Bianco latte chi arrivava, mogano chi stava, così diversi ma nella stessa domanda persi: esiste altro da me, ed è bellissimo.
Ecco trovai diversità meravigliose ad accogliermi, ed io mi sono fermato e leggo il libro. Un platano mi fa ombra e mi perdo nella trama

Che sarà quell’ombra sulla strada
Che sarà quell’ombra sulla strada
Sarà la volpe quando viene l’inverno sarà
Sarà la volpe quando viene l’inverno sarà
Sarà la volpe quando viene, ma la volpe non è
Sarà la volpe quando viene, ma la volpe non è

Ivano Fossati, La volpe